Pinza chirurgica nell'addome, équipe sospesa all'ospedale Loreto Mare di Napoli

Giovedì 18 Luglio 2019 di Ettore Mautone
Ferro chirurgico dimenticato nell'addome di una donna operata il 17 aprile scorso al Loreto Mare. Un intervento di isterectomia, l'asportazione dell'utero, reso necessario da un'emorragia che ha poi portato, però, a una seconda operazione.

A poco meno di tre mesi di distanza si traduce in atti e sanzioni il procedimento disciplinare avviato dalla Asl Napoli 1 nei confronti dell'équipe.
 
Scatta la sospensione dal servizio senza stipendio per C.C., dirigente medico di ostetricia e ginecologia (provvedimento per tre mesi). Stessa sanzione disciplinare a C. M., ginecologo; due mesi invece per L. M., collaboratore professionale sanitario e un mese per M. A., infermiere. Linea dura, dunque, applicata dal commissario straordinario della Asl Ciro Verdoliva che, in questo come in altri casi, ha richiesto l'intervento della commissione disciplinare.

Dall'istruttoria è così emersa una falla nel primo dei due interventi cui è stata sottoposta la paziente. La procedura corretta sembra infatti essere stata utilizzata solo nel secondo intervento riparatore per estrarre la cosiddetta «suola si scarpa», un particolare ferro utilizzato per l'intervento ginecologico lasciato nell'addome della donna. Oltre ai medici sono stati sanzionati anche gli infermieri che non avrebbero controllato efficacemente l'utilizzo e la numerazione dei ferri usati. Considerate mere attestazioni di stima le testimonianze di alcuni altri dirigenti medici del Loreto Mare sentiti nell'ambito delle verifiche in relazione alla vicenda della paziente operata per la prima volta il 17 aprile, poi nuovamente il giorno di Pasqua, per rimuovere la placca divaricatoria in seguito a forti dolori all'addome. E, all'indagine interna, è seguita anche una ispezione dei carabinieri del Nas.

La commissione disciplinare della Asl Napoli 1 ha, inoltre, sospeso (fino a quindici giorni) 46 infermieri e infermieri pediatrici, di cui undici in comando al Policlinico dell'università Vanvitelli. Il motivo è il mancato riscontro dell'iscrizione all'Ordine professionale istituito a febbraio 2018. Una circostanza che configura, a norma di legge, l'esercizio abusivo della professione. Nello stesso reato incorrono coloro che non risultano iscritti all'Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica che riunisce anche le professioni sanitarie della prevenzione e riabilitazione.

Come denunciato dal presidente dell'Ordine Franco Ascolese, sono diverse migliaia le mancate iscrizioni nelle varie province campane e, anche in questo caso, sono in corso controlli incrociati e serrati. Nei prossimi quindici giorni (in cui scatta anche la sospensione degli emolumenti stipendiali) i 46 camici bianchi dovranno provvedere a regolarizzare la loro posizione, pena l'avvio del licenziamento.

Intanto, al Cardarelli per sessanta dipendenti tra amministrativi e infermieri accusati di assenteismo si è appena conclusa la fase delle indagini preliminari con la notifica degli atti ai diretti interessati. La vicenda è relativa al 2015, prima che in ospedale venissero adottati i rilevatori di presenza con le impronte digitali. © RIPRODUZIONE RISERVATA