Poste lumaca nel Napoletano
rissa sfiorata agli sportelli

di Francesca Mari

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TORRE DEL GRECO. Box colmi di posta in giacenza, assalto quotidiano dei cittadini all'ufficio recapiti per protestare contro la dirigenza e viavai di forze dell'ordine continuamente allertate per evitare gli scontri. Questo lo scenario, ormai da giorni, nell'Ufficio centrale di Poste Italiane in via Vittorio Veneto dove ieri mattina l'intervento dei carabinieri ha scongiurato l'ennesima rissa in seno alla protesta contro la consegna delle utenze a giorni alterni.

Un gruppo di una trentina di persone si è presentato alle undici agli uffici per un sit-in di protesta contro la riorganizzazione della divisione Pcl (Posta, Comunicazione e Logistica) che dall'entrata in vigore in Campania, agli inizi di ottobre, sta generando forti disservizi come i ritardi nella consegna, difficoltà nello smistamento e recapito di utenze scadute con i relativi diritti di mora. Vista, però, la palpabile rabbia dei cittadini - alcuni dichiarano di non ricevere la posta da almeno 50 giorni - è bastato poco perché da un primo confronto verbale con operatori e addetti agli sportelli si passasse alle urla e si scaldassero gli animi. «Dov'è la mia posta? Perché i postini non vengono più a consegnare nel mio quartiere? Perché quando vengo qui per il ritiro mi si risponde che la mia posta non c'è?». Quesiti urlati, voci sovrapposte e stato di agitazione che ha indotto il direttore della filiale, Francesco Persico, a chiamare i carabinieri alla guida del capitano Emanuele Corda della Stazione Capoluogo, per timore di aggressioni al personale. Giunti sul posto i carabinieri e i vigili urbani hanno ripristinato l'ordine, ma i cittadini hanno lasciato gli uffici ancora più indispettiti e senza la loro posta.

Un caos generato dalla riduzione dei portalettere, da 25 a 13 in pochi mesi, e dalla normativa nazionale di riorganizzazione (stabilita dall'accordo quadro del 25 settembre del 2015 tra Poste Italiane e sindacati) che però a Torre del Greco, Comune con 80mila abitanti ed una toponomastica particolare, ha effetti più devastanti che in territori meno popolati. Per cui giornaliere sono le proteste, le aggressioni e gli scontri come negli altri Comuni di simile utenza del Napoletano, come Pozzuoli, Marano, Giugliano e Torre Annunziata. Il sindaco della città corallina, Ciro Borriello, ha fatto sapere di aver dato mandato al suo staff di preparare una lettera di attacco ai vertici nazionali e regionali di Poste Italiane. «La situazione è vergognosa ha detto e insieme ad altri Comuni abbiamo deciso di fare rete per dare voce ai cittadini, vessati da tagli che penalizzano in maniera abnorme gli utenti». «Se la normativa sta creando disagi in tutta Italia - ha detto Vincenzo Erbetta, vicesindaco di Trecase e responsabile Sicurezza Poste Napoli 3S in provincia di Napoli il problema è triplicato. Parliamo di circa 2 milioni di utenti e di territori con grandi agglomerati urbani dove il disagio è enorme. Alcuni Comuni del Napoletano, con l'avvio della nuova normativa, sono stati accorpati come Gragnano con Lettere e Agerola e Somma Vesuviana con Sant'Anastasia ed è una follia per i postini che devono compiere questi spostamenti giornalieri, oltre ai disagi per gli utenti».

Intanto, prosegue lo stato di agitazione indetto dai sindacati fino al 23 novembre. «Dopo la manifestazione nazionale del 4 novembre ha detto Raffaele Gallotta, segretario generale di Confsal Comunicazioni non abbiamo avuto alcun riscontro dall'azienda, quindi lo stato di agitazione sarà prorogato. Bisogna rivedere l'accordo e Comuni come Torre del Greco, Marano, Pozzuoli ed altri di stessa densità abitativa devono uscire dal sistema di consegna a giorni alterni».
Mercoledì 16 Novembre 2016, 18:34 - Ultimo aggiornamento: 16-11-2016 18:59


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