Due attentati in poche ore nel Napoletano, i ras del racket rialzano la testa

Giovedì 5 Agosto 2021 di Gennaro Del Giudice e Pasquale Guardascione
Due attentati in poche ore nel Napoletano, i ras del racket rialzano la testa

Trenta autovetture completamente distrutte, due palazzi evacuati: è stata una notte di terrore in via Lago Patria a Giugliano, dove un vasto incendio si è sviluppato all'interno di una concessionaria mettendo in pericolo centinaia di persone che vivono nelle vicinanze. Pochi dubbi sulle cause: gli agenti del commissariato di Giugliano hanno già acquisito le immagini del sistema di videosorveglianza, con le telecamere che verso mezzanotte hanno ripreso, prima che divampasse il rogo, due persone che con il volto travisato sono arrivate in scooter, hanno scavalcato la recinzione e una volta all'interno della concessionaria hanno versato qualcosa sulle auto, probabilmente del liquido infiammabile. Le lingue di fuoco, che si sono levate altissime, hanno indotto i pompieri arrivati sul posto con diverse autobotti ad evacuare i due stabili adiacenti. La situazione è tornata alla normalità solo intorno alle 3,30 con la gente che ha potuto far ritorno nelle proprie abitazioni. I poliziotti hanno ascoltato il titolare della concessionaria, incensurato, il quale ha riferito di non aver mai subito minacce né richieste estorsive.

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A Monterusciello, quartiere di Pozzuoli, erano invece le 3,40 quando un boato ha svegliato i residenti e fatto tremare i vetri delle abitazioni. Un ordigno è stato fatto esplodere davanti al centro di scommesse sportive GoldBet - agenzia Intignano in via Giovanni Verga. La deflagrazione ha danneggiato l'ingresso e alcune vetrate dell'attività commerciale, e provocato lievi danni ai negozi vicini. Il raid è stato ripreso dalle telecamere del centro scommesse: si vede un uomo incappucciato collocare una borsa davanti alla serranda e poi scappare a piedi poco prima dell'esplosione. Sul posto i carabinieri della stazione di Monterusciello e della sezione operativa della compagnia di Pozzuoli. È emerso che l'ordigno era di tipo rudimentale, una bomba carta la cui esplosione è stata sentita a centinaia di metri di distanza. Modalità che indirizzano le indagini verso il raid a scopo intimidatorio o per ritorsione: sullo sfondo c'è il racket, forse una richiesta avanzata dai nuovi gruppi di camorra che da tempo cercano di mettere le mani sul quartiere dopo gli arresti e le condanne di boss e affiliati che hanno decimato i clan storici Longobardi, Beneduce e Ferro. Il titolare dell'attività, un 37enne noto alle forze dell'ordine, ha affermato di non aver ricevuto nessuna richiesta estorsiva né minacce. 

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