Reddito, solidarietà dei navigator
ai centri dell'impiego di Fuorigrotta

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di Paola Marano

«Ai lavoratori dei centri per l’impiego, dai navigator campani». C’era scritto così sull’intestazione della lettera di solidarietà che una delegazione dei 471 vincitori della selezione pubblica, ancora in attesa di essere assunti, ha consegnato nelle mani dei dipendenti del centro dell’impiego di via Diocleziano a Fuorigrotta. Il gesto simbolico è la prima tappa di un tour che i manifestanti, in protesta ormai da mesi, terranno negli altri centri di Napoli, dove sarebbero stati destinati a lavorare per dare il via alla seconda fase del reddito di cittadinanza: convocazione dei beneficiari e avvio della ricerca di un lavoro.

«Oggi siamo qui per esprimere la nostra vicinanza ai dipendenti dei centri dell’impiego – spiega il navigator Stefano -  Sappiamo che la fase due del reddito di cittadinanza non può essere sostenuta dall’attuale organico». I navigator sono stati accolti calorosamente dai dipendenti del centro di Fuorigrotta e dal funzionario responsabile, Giannandrea Trombino. «Non c’è nessun conflitto tra noi e loro, come vorrebbe la narrazione del governatore De Luca. Noi aspettiamo la firma della convenzione per poter mettere le nostre competenze a disposizione e contribuire al buon funzionamento della fase due del reddito di cittadinanza».

Fase che in Campania, regione italiana con il più alto numero di percettori, e in particolare a Napoli, incontra non poche criticità: basti pensare che il centro di Fuorigrotta, privato dei circa 30 navigator che avrebbero dovuto prendere servizio, può contare sulle forze di 12 dipendenti, chiamati da sei mesi a fare gli straordinari con apertura pomeridiana per smaltire ancora le pratiche del reddito di inclusione (Rei), lo strumento utilizzato prima del reddito di cittadinanza. In più a Napoli città si contano solo tre centri dell’impiego – Fuorigrotta, Scampia e via Pietro Raimondi –  ai quali afferiscono le utenze di altri due centri che sarebbero dovuti sorgere dal 2000. Mai nati.
 

Un combinato disposto che ha spinto i tre centri che insistono sul territorio a esporre alla Regione Campania, tramite i suoi dirigenti, i dubbi e le perplessità in merito alla scadenze indicate dal governo per la fase due del reddito: entro metà dicembre, infatti, i centri campani dovrebbero essere in grado di convocare una prima tranche di  8500 beneficiari. Una mole di lavoro sulle spalle di soli 500 impiegati in servizio in Campania, che - considerati il mancato impiego dei 471 navigator, e i 650 posti banditi dal concorso della Regione per sopperire alla mancanza di personale- dovrebbe invece essere a carico di circa 1600 operatori.

«Siamo qui solo per dare la nostra collaborazione - sottolinea la navigator Ilenia -  senza togliere nulla in termini di merito ed esperienza a chi lavora da anni nei centri per l’impiego. Continueremo la nostra partita sul fronte istituzionale e politico».
Mercoledì 18 Settembre 2019, 16:48 - Ultimo aggiornamento: 18-09-2019 18:19
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