Coronavirus, crisi, proteste e nuovi scontri:
Napoli è diventata una polveriera

Domenica 25 Ottobre 2020 di Giuseppe Crimaldi

Ancora scontri di piazza a Napoli. Sale la tensione e cresce la consapevolezza che ormai siano in tanti a soffiare sul fuoco della protesta. Strumentalizzando il bisogno dei giusti, di quelli che cioè sull'altare del lockdown hanno già sacrificato parte dei propri risparmi e del proprio futuro. Poi però c'è il lato nero: quello popolato dai diavoli che inneggiano alla rivoluzione, aggrediscono le forze dell'ordine, bruciano i cassonetti dei rifiuti e credono che la guerriglia trascini via dagli incubi la pandemia. Nuova giornata di tensioni nella Napoli diventata polveriera nazionale. «Attacchi preordinati, atti di violenza organizzati che nulla hanno a che fare con le forme di dissenso civile e con le legittime preoccupazioni degli imprenditori e dei lavoratori legate alla difficile situazione economica», dichiara il ministro degli Interni Luciana Lamorgese.


L'ULTIMO ASSALTO
Dopo la notte di folle guerriglia urbana (i due arrestati durante gli scontri sono stati condannati per direttissima, ma rimessi in libertà) Napoli nel suo salotto nobile - il quartiere di Chiaia - offre un nuovo desolante spettacolo. Così accade che una manifestazione autorizzata si trasformi in scontro aperto con la Polizia. Non erano bastate le violenze messe in scena sotto il Palazzo della Regione, l'altra notte, che già delineavano una inquietante regìa alla quale avevano concorso in tanti, a cominciare dalla camorra; ieri pomeriggio poco dopo le 17,30 si sono verificati altri scontri, questa volta nella centralissima piazza dei Martiri. Tra i manifestanti di Cobas, disoccupati, precari, lavoratori dello spettacolo, ecco comparire i violenti. I nuovi black block che hanno evidentemente deciso di trasformare Napoli nella platea italiana delle violenze. Anarchici e personaggi appartenenti a sigle ben note alla Digos e ai carabinieri. Dopo un secondo lancio di uova con vernice rossa contro il portone di Palazzo Partanna, sede della Confindustria Campania, una parte dei manifestanti ha cercato di muoversi in corteo in direzione via Chiaia. Volevano raggiungere la Prefettura, dove era in corso il Comitato per l'ordine pubblico. La tensione è rapidamente salita fino allo scontro tra la prima linea di manifestanti e le forze dell'ordine che hanno risposto con un'azione di alleggerimento, respingendo i manifestanti verso via Poerio. Altri incidenti sono scoppiati poi in piazza Amedeo, dove un gruppo di manifestanti dei Centri sociali, rinforzati dai Cobas, dai Carc e da un Gruppo di Antifa tedeschi , è stato disperso dalle forze dell'ordine dopo l'esplosione di tre bombe carta ed il lancio di bottiglie contro gli agenti, si è diretto per raggiungere la sede della Regione, a Santa Lucia. Qui sono entrati in azione anche i carabinieri per bloccarli. Ma la sensazione che ci sia la camorra ad orchestrare le proteste di piazza è forte: a Chiaiano (quartiere periferico nell'area nord di Napoli) ieri alle 13, alcuni personaggi già noti alle forze dell'ordine hanno inscenato un nuovo blocco stradale inneggiando alla rivolta anti-Covid. Dopo un'ora, solo grazie all'intervento dei carabinieri, la situazione è tornata alla normalità.

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LA PREFETTURA
Riunito nel pomeriggio dal prefetto Marco Valentini il Comitato provinciale per l'ordine pubblico. Dal vertice è emersa la decisione di potenziare i dispositivi di prevenzione e controllo del territorio «per far fronte alle criticità connesse alla situazione in atto e garantire le manifestazioni di dissenso - anche quando motivate da comprensibili ragioni di disagio economico o sociale - dalle infiltrazioni di elementi violenti, per assicurare il rispetto dell'ordine pubblico e delle prescrizioni dettate dalla normativa statale, regionale e locale per il contrasto all'emergenza epidemiologica da Covid-19».

 


GLI SCENARI
Ma la situazione resta preoccupante. Resta altissima l'attenzione per il controllo della città. Napoli sorvegliata speciale: e aumenta la consapevolezza che a manovrare le proteste di piazza siano in parecchi. Criminalità organizzata in testa. E poi i soliti noti, sigle anarchiche e gruppi già noti alla Digos che gettano fuoco sulla benzina. Il bilancio della prima notte di proteste indica chiaramente come a farne le spese siano stati poliziotti, carabinieri e agenti della Municipale, senza parlare dei giornalisti aggrediti proditoriamente dai manifestanti solo perché facevano il proprio dovere, ciascuno per la sua parte. Una decina le divise che si sono fatte refertare in ospedale per le ferite e contusioni subìte negli assalti al palazzo della Regione Campania.

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Ultimo aggiornamento: 13:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA