Ponticelli, scuola inagibile e doppio turno: la protesta delle mamme

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di Alessandro Bottone

Genitori sul piede di guerra a Ponticelli dove la scuola dei loro figli è chiusa, da diversi giorni, per inagibilità. Gli studenti, circa duecento, seguono le lezioni in un altro plesso dell’istituto. I disagi, numerosi per i giovanissimi e per le loro famiglie, dipendono dal doppio turno cui sono costretti per alternarsi con i compagni più grandi.
 


La situazione riguarda il 70° istituto comprensivo Marino-Santa Rosa. Il plesso interessato dall’inagibilità è in via Lago di Scanno, nel nuovo rione Santa Rosa. Le infiltrazioni di acqua piovana nelle aule e il conseguente allagamento ha portato alla decisione di chiudere la struttura e trasferire gli alunni. I problemi, in realtà, riguardano anche i servizi igienici ormai inutilizzabili. L’edificio è composto anche da un altro corpo già chiuso da diversi mesi, interdetto all’uso a causa della caduta di calcinacci dal soffitto. Anche la palestra di questo plesso è ormai negata ai ragazzi da tempo a causa dell’infiltrazione d’acqua: sono le mamme a sottolineare la recente riqualificazione della struttura per lo sport e la mancanza di manutenzione adeguata negli altri locali.
 
 


Dopo i sopralluoghi dei tecnici della VI Municipalità del Comune di Napoli, dunque, è stato deciso di chiudere il plesso. Sono necessari lavori ma l’ente di prossimità non ha risorse a disposizione per poter intervenire direttamente. Lo conferma anche Gianluca Maglione, vicepresidente della giunta municipale, che sottolinea però l’intenzione di intervenire: i dipendenti comunali sono a lavoro per relazionare gli interventi necessari e chiedere al Comune le risorse necessarie per eseguire i lavori di somma urgenza. Non ci sono tempi certi ma si sa già che l’interventi potrebbero riguardare solo la parte prima utilizzata per fare lezione, non il corpo abbandonato da mesi per il quale occorrono interventi più consistenti.

Passeranno diversi giorni per i passaggi burocratici. I genitori sottolineano i disagi per gli studenti. Il doppio turno non solo ha ridotto le ore di lezione ma non permette agli stessi di praticare sport e altre attività nelle ore pomeridiane, come il doposcuola o altri impegni indispensabili per i giovani, incidendo sul loro tempo libero. Quindi le mamme protestano affinché l’ente municipale assicuri tempi certi per i lavori così da poter ripristinare il normale svolgimento delle lezioni nel plesso ora chiuso.

Un disagio cui deve far fronte anche il dirigente scolastico Gaetano Marchesano che, in prima istanza, dopo aver assicurato la sicurezza di alunni, docenti e personale scolastico si è preoccupato di garantire il diritto all’istruzione: di qui la necessità di utilizzare le aule del plesso centrale e la conseguente richiesta agli organi competenti di intervenire in tempi celeri. L’ente municipale, in realtà, è già attivo per la risoluzione di problematiche meno gravi verificatesi nel plesso ‘Lotto O’ e in quello di via Volpicella, specie per la disotturazione delle fecali e il ripristino dei servizi igienici. Una battaglia continua, quella dell’adeguata manutenzione degli edifici, cui il preside Marchesano dedica energia e tempo senza nulla togliere alle attività didattiche e alla educazione-formazione degli scolari. Difatti la Marino Santarosa è una scuola di eccellenza, con tantissime attività svolte durante l’anno e con progetti che mirano a perfezionare le performance, partendo dall’utilizzo delle tecnologie digitali fino all’integrazione con attività laboratoriali diversificate.

Diverso il caso del plesso di via Curzio Malaparte, sempre a Ponticelli. La struttura, che non ospita più studenti in conseguenza del calo di iscrizioni, è stata messa a disposizione dell’associazione Maestri di Strada dopo una gara a evidenza pubblica del Comune di Napoli. L’edificio, dunque, sarà riutilizzato dalla onlus per creare un centro educativo polifunzionale e per svolgere attività a favore delle persone di ogni età. Sarà intitolato a Ciro Colonna, vittima innocente della camorra. Prima occorrerà riqualificare gli spazi specie dell’ala inibita da oltre otto anni. L’associazione è impegnata a trovare le risorse puntando sulla solidarietà dei cittadini e dei sostenitori della onlus che da vent’anni si occupa dei giovanissimi.

Tornando alla questione del plesso di via Lago di Scanno toccherà attendere le decisioni degli uffici municipali. Le mamme promettono battaglia per garantire ai figli la “loro” scuola senza sacrificare altri momenti della giornata altrettanto indispensabili.
Venerdì 1 Febbraio 2019, 14:29
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