Suor Orsola Benincasa, assolti il rettore D'Alessandro e tre docenti: nessun favore a Zecchino jr

Venerdì 1 Dicembre 2017 di Viviana Lanza
Perché il fatto non sussiste. E’ con questa formula che il giudice Cimma ha assolto il rettore dell’università Suor Orsola Benincasa Lucio D’Alessandro e i docenti Giovanni Coppola, Anna Giannetti e Alessandro Viscogliosi dall’accusa di aver favorito Francesco Zecchino, figlio dell’ex ministro, nell’assegnazione di un posto di ricercatore alla Facoltà di Lettere. La vicenda risale al 2004, i docenti erano i componenti della commissione che valutò i candidati.

La decisione del giudice ha concluso il processo celebrato, per scelta degli imputati, con il rito abbreviato. Il pm Arlomede aveva proposto la condanna a due anni e 6 mesi per il rettore D’Alessandro e a tre anni per i docenti ipotizzando che la decisione della commissione sia stata orientata ad agevolare Zecchino. La difesa ha sostenuto invece la regolarità della decisione, il merito della valutazione. “La scelta del rito abbreviato è stata una scelta coraggiosa. Abbiamo evitato lo strazio di anni di processo” ha commentato l’avvocato Luigi Tuccillo che con gli avvocati Vittorio Manes e Pasquale Coppola è nel collegio di difesa.

L’ex ministro Zecchino e il figlio sono estranei alla vicenda giudiziaria. Ai docenti universitari imputati la Procura contestava un’ipotesi di abuso di ufficio. Anna Giannetti è docente presso l’università della Campania “Luigi Vanvitelli”, Giovanni Coppola è docente presso l’università Suor Orsola e Alessandro Viscogliosi è docente presso l’università La Sapienza di Roma: sono stati tutti assolti.

Un’assoluzione nella quale ha sempre creduto anche il rettore Lucio d’Alessandro che sin da subito aveva chiarito la sua posizione nell’inchiesta evidenziando di aver assunto la carica di rettore del Suor Orsola soltanto nel 2011 e da quel momento di essersi limitato «a dare seguito alle decisioni assunte dalla magistratura amministrativa in merito a un concorso sul quale pendeva una complessa vicenda giudiziaria». «Sono molto soddisfatto di questa pronuncia - ha commentato d’Alessandro - ma sono sempre stato assolutamente sereno sul buon esito di questa vicenda, a mio avviso limpida in ogni sua fase e che invece ha avuto fin troppa eco mediatica perché erroneamente assimilata a vicende completamente diverse. Voglio esprimere un sentito ringraziamento al mio avvocato, professore Vittorio Manes, alla mia famiglia, ai colleghi del mio ateneo e all’intero mondo universitario, compresa la CRUI, che non hanno mai cessato di darmi fiducia».

E con un comunicato, la comunità di professori e ricercatori dell’università Suor Orsola ha espresso vicinanza e stima al rettore e ha voluto rallegrarsi «perché questo brutto capitolo si è concluso com’era, d’altronde, giusto e atteso». «Fatta definitiva chiarezza - si legge nella nota - auguriamo al nostro rettore di proseguire nel suo lavoro per guidare con lo stesso entusiasmo questa comunità di studiosi e di studenti, sempre nel segno della eccellenza nella ricerca e nella formazione del nostro Mezzogiorno». 
 
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