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Napoli, tassa per i detenuti fino a settemila euro al mese: otto arresti al Vomero

Martedì 26 Luglio 2022
Napoli, tassa per i detenuti fino a settemila euro al mese: otto arresti al Vomero

«Da oggi in poi qua comandiamo noi» e per stare tranquillo, un noto panettiere titolare di vari negozi tra Napoli e provincia è stato costretto a consegnare, a fine mese, tremila euro «quale tassa (mensile, ndr)» sui suoi guadagni «per contribuire alle mesate (stipendi, ndr) per le mogli dei carcerati». È uno degli episodi estorsivi documentati tra i quartieri Miano, Chiaiano, Piscinola e Marianella di Napoli dai carabinieri della compagnia Vomero e dagli agenti della squadra mobile della questura e del commissariato di Scampia e che ieri hanno notificato otto provvedimenti di fermo emessi dalla Dda nei confronti di altrettanti presunti «emissari» di un gruppo malavitoso. 

Non solo: dopo tre mesi gli «emissari» si sono rifatti vivi per aumentare la loro «tassa» da tremila e cinquemila euro, perché, hanno spiegato alla vittima, «...teniamo troppi carcerati da mantenere». Alla quota fissa di 5mila euro, inoltre, al commerciante è stato anche chiesto di aggiungere «10 centesimi per ogni chilo di pane venduto», pena la sua estromissione «dal giro del pane» in favore del clan. E avrebbero preteso anche 12mila euro in pochi giorni. Emerge dal provvedimento di fermo con la quale la Dda ha «neutralizzato» otto presunti estorsori.

Al panettiere l'imposizione dell'aumento della "tassa" era stata formulata prima nel corso di un incontro in un bar e poi nell'abitazione di uno degli indagati.

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I destinatari dei provvedimenti sono persone ritenute dalla Procura di Napoli soggetti di elevato spessore criminale, altre giovani leve. Una delle vittime, vistasi incapace di sostenere una richiesta estorsiva da ben settemila euro mensili, lo scorso 5 luglio ha presentato una denuncia ai carabinieri della compagnia Vomero. 

Ultimo aggiornamento: 27 Luglio, 10:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA