Tre anni fa la morte di Tiziana
«Video hot ancora on line»

Venerdì 13 Settembre 2019 di Maria Pirro
Tiziana Cantone è morta a 33 anni, il 13 settembre del 2016. E, alcuni suoi video hard che l’hanno tormentata, pubblicati senza consenso spingendola al suicidio, sono ancora on line: «C’è chi continua a lucrare sulla pelle di mia figlia», denuncia con amarezza Maria Teresa Giglio, invocando però una svolta possibile. Grazie a un team di Chicago, le immagini caricate su server americani sono da poco state bloccate.
 
A distanza di tre anni esatti dalla tragedia, cosa chiede?
«Gli investigatori statunitensi di “Emme” sono riusciti a identificare nove indirizzi Ip che hanno diffuso quelle immagini, e anche chi le ha visualizzate. E il team è entrato in contatto con l’avvocato Luciano Faraone, responsabile per il settore sul diritto di autore dello studio Bernardini de Pace, per andare fino in fondo nella vicenda legale. Ma il metodo è stato anche segnalato al Parlamento affinché sia applicato con una nuova legge».

Un segnale importante lo ha avuto con la legge sul revenge porn.
«Si è fatta grazie a me che ho preso contatti, in particolare, con il M5s. Anche se la legge non è proprio come io avrei voluto, perché bisogna responsabilizzare anche i colossi del web, chiamandoli direttamente in causa. Perché può morire a causa anche perché non si riesce a ottenere giustizia». 

Lei oggi ha scritto una lettera indirizzata a Tiziana, postata su Facebook.
«La morte di un figlio è il dolore più grande. È anche la propria morte. Interiore. Si è costretti a vivere in un continuo, estenuante, morire senza poter morire. Però ho fatto una promessa al mio amore e la manterrò: continuerò a lottare con più forza di prima, pari alla rabbia che ho dentro e che mi sprona ancora di più, per arrivare alla verità anche se in ritardo».

E la sua battaglia continua.
«Tre anni fa, avevo smesso di credere in Dio. Ora sto riacquistando la fede perché 
sto combattendo, e tutta questa forza non viene da me: è il Signore a darmela, forse ha per me un disegno». 

Ieri, la messa a Villaricca. Per ricordare Tiziana.
«Dolcissima, affettuosa, stupenda. È come se lei mi sussurrasse: mamma, fai in modo che non capiti ad altre ragazze».

La contattano in tante?
«Certo, e anche loro mi danno la forza di andare avanti nei momenti in cui mi sento giù». 

Resta il dolore.
«E la rabbia che, appunto, mi sprona. La stessa di fronte a tanti ostacoli provata da mia figlia: ora posso capirla di più».

Chi sono le altre vittime del web l’hanno contattata ultimamente?
«Una donna della provincia di Napoli, sposata. Suo marito ha divulgato dei loro video sul web. E altre ragazze giovani, di diverse regioni, che hanno girato video con ex fidanzati, neanche pienamente coscienti di quel che facevano. Alcune mi hanno confessato di averlo fatto sotto l’effetto di qualche sostanza, e questa è un’altra piaga sociale. Purtroppo diffusa tra gli adolescenti: l’abuso di alcol e droghe».

Che cosa le hanno detto?
«Che si sono pentite e chiedono una possibilità di riscatto. Già ci vuole a coraggio a denunciare in una società tanto maschilista, ma per ottenere qualcosa, la cancellazione dei filmati, la procedura resta troppo macchinosa». 

E lei cosa ha risposto?
«Con il mio impegno concreto, quotidiano, per fare in modo che ci sia un garante per la privacy specializzato, in grado di agire in modo incisivo nel mondo delle nuove tecnologie: quella virtuale è diventata la nostra realtà. Il lato oscuro su cui far luce. Questo il prossimo obiettivo. Basta chiacchiere, occorre fare le cose, e farle bene».
 Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 12:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA