Torre Annunziata, incubo babygang: sei sparatorie notturne in pochi giorni

Mercoledì 25 Agosto 2021 di Dario Sautto
Torre Annunziata, incubo babygang: sei sparatorie notturne in pochi giorni

Ancora sparatorie notturne nelle strade oplontine. Ancora spari con armi ad aria compressa caricate a pallini di gomma. Ancora feriti che decidono di denunciare. Non si tratta di aggressioni a sfondo omofobo, bensì di vere e proprie scorribande di giovani balordi, che escono in strada per creare scompiglio e terrore, in un terribile gioco che inneggia alla camorra. Almeno sei sono finora le vittime, due soltanto nelle ultime due notti. C'è chi è stato colpito alla schiena, come avvenuto a un 40enne di Torre Annunziata «nord», il salotto buono della città. E chi invece alla gamba: è il caso di un netturbino della «Prima Vera», divenuto bersaglio durante il servizio di nettezza urbana nella notte tra domenica e lunedì. 

«Condanniamo con forza qualsiasi forma di violenza afferma il sindaco Vincenzo Ascione e auspichiamo che le forze dell'ordine riescano a fare luce su quanto accaduto e ad assicurare alla giustizia i responsabili di tali gravissime azioni». Eppure, l'omertà riesce sempre ad avere la meglio sulla denuncia. «Tanto sono delle bravate di ragazzini» sostengono alcune delle vittime. La baby gang dei quartieri sta seminando il panico durante le caldi notti d'estate, in tutto il territorio di Torre Annunziata. E, secondo gli investigatori, non hanno bersagli precisi: escono in strada, caricano le pistole giocattolo modificate e sparano all'impazzata. Sull'escalation di violenza indagano i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata agli ordini del maggiore Simone Rinaldi e del capitano Marco Calò. Qualche giorno fa aveva suscitato clamore il racconto di Sara Lopez, la trans che era stata colpita sulle braccia a Pompei, nella rotonda al confine con Torre Annunziata. Si era parlato di un'aggressione omofoba, ma al momento gli investigatori tendono ad escludere questa pista. Infatti, Sara Lopez è solo una delle tante persone colpite nelle ultime notti. Prima degli adulti, era addirittura toccata a un bambino di 12 anni, che a inizio agosto era stato colpito da una raffica di pallini, in quel caso addirittura di piombo, che lo avevano raggiunto alle gambe e al torace.

Nelle prime battute, gli investigatori avevano pensato potesse trattarsi di un colpo di fucile esploso da lunga distanza. Anche in quel caso non c'era stata denuncia. E ancora nei giorni scorsi erano state bersaglio degli spari con armi ad aria compressa altre due persone. 

Tra questi episodi poi, si sono inserite le sparatorie «vere», con armi e proiettili da guerra, che hanno riguardato i quartieri clou della faida di camorra: il rione Provolera e il Quadrilatero delle Carceri, i vicoletti del centro storico di Torre Annunziata trasformati in piazze di spaccio. Nel mirino erano finiti prima il bar della famiglia Pallonetto, poi il portone di casa Monaco (i pusher soprannominati Tittoni) che era già stato oggetto di un raid con il kalashnikov, infine l'abitazione dei Chierchia-Fransuà, alleati del clan Gionta. Dietro queste sparatorie e «stese» ci sarebbe una nuova gang di giovanissimi che si fa chiamare tra quei vicoli con lo sgradevole appellativo di «gruppo dei pedofili», che sta terrorizzando i residenti di quei quartieri, alla ricerca dello scontro armato con il clan Gionta. 

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