Vomero, i teschi compaiono anche sulla storica Villa Casciaro

Venerdì 21 Febbraio 2020
«Sono rimasto perplesso di fronte al clamore suscitato dai cinque teschi disegnati sulla facciata del fabbricato al civico 73, in via Luca Giordano al Vomero, che oggi apparivano cancellati, o meglio ricoperti da una mano di vernice che però li lascia ancora intravedere nel sottofondo - afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Ritengo che la mano che ha disegnato i teschi, che sembrerebbero realizzati con un aerografo, utilizzando come base uno spencil, vale a dire una maschera con il negativo fisico del teschio, non sia la stessa di quelli che poi successivamente hanno inserito le scritte».
 
«Tale supposizione - puntualizza Capodanno -  è avvalorata non solo dalle diverse grafie delle scritte ma anche dal fatto che la foto di questi cinque teschi, presente da diversi anni, era già comparsa sui social - puntualizza Capodanno -. In particolare su una foto pubblicata su instagram, che risale all'ottobre 2018, compaiono solo due scritte, mentre le altre sono state evidentemente inserite solo successivamente».
 
«Ulteriore testimonianza - sottolinea Capodanno - viene  dal fatto che gli stessi cinque teschi, realizzati con la stessa tecnica, sono presenti, seppure distribuiti lungo il muro di recinzione di un'altro fabbricato che si trova sempre al Vomero e sempre in via Luca Giordano, quasi di fronte al primo, al civico 112, all'incrocio con via Solimena. Si tratta, in questo caso, di uno degli edifici di maggior interesse storico e artistico, presenti a Napoli, conosciuto come la villa Casciaro, un palazzetto a due piani realizzato nel 1910, che costituisce uno degli esempi più interessanti dello stile liberty napoletano».

«Un edificio - ricorda Capodanno - dove, come si legge sulla lapide fatta apporre sulla facciata dal Circolo artistico politecnico, visse e morì colui che è considerato il più grande pastellista europeo a cavallo dei due secoli, il maestro del colore Giuseppe Casciaro. Fino alla sua morte, avvenuta nel 1941, la villa fu un cenacolo di intellettuali ed artisti che  vi si riunivano periodicamente».
 
«Eppure - osserva Capodanno - dei cinque teschi che sono stati comparsi sui vari ingressi posti lungo il muro di recinzione della villa, dopo i recenti lavori di restauro eseguiti sul fabbricato, pare che nessuno si sia accorto al punto che sono ancora lì al loro posto».
 
Capodanno auspica che, a seguito di questa segnalazione, anche i cinque teschi in questione vengano rimossi, utilizzando però una tecnica abrasiva prima della successiva pitturazione al fine di evitare che comunque nel sottofondo i teschi realizzati con vernice nera risultino ancora visibili e che nel tempo, scomparendo la vernice per usura, possano, come d'incanto, riapparire. © RIPRODUZIONE RISERVATA