Napoli, alunni di Scampia traducono classici della poesia in napoletano e calabrese

Martedì 26 Maggio 2020
Classici della poesia italiana - da Jacopo da Lentini a Dante, da Petrarca a Giambattista Marino, a Foscolo - tradotti in napoletano ed in calabrese in un e-book gratuito. È l' iniziativa editoriale di docenti ed alunni dell'Istituto di istruzione superiore «Melissa Bassi» del quartiere Scampia, a Napoli, concepita e realizzata con la didattica distanza, a scuola chiusa per l'emergenza Covid-19. Ogni traduzione è accompagnata da un file audio con lettura e interpretazione degli studenti dell'Istituto, alcuni dei quali sono di origine calabrese. Il progetto («Tradurre è un pò produrre») ha l'obiettivo - spiegano la prof.ssa Marta Compagnone e il preside Domenico Mazzella di Bosco - di «far comprendere ai ragazzi il valore della propria cultura e delle proprie radici».

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L' e-book (https://www.epubeditor.it/ebook2/182907.html) è stato realizzato dagli alunni della III A e IV C degli indirizzi per i Servizi Commerciali e Tecnico Turistico con la consulenza linguistica e grafica dei docenti Carmela Lallo, Gennaro De Crescenzo, Vincenzo Della Ragione e Michele Carilli per il calabrese. Per ogni opera l' e-book riporta il testo originale con la traduzione in napoletano e calabrese. «S' fusse foco arderei il mondo», il celebre sonetto di Cecco Angiolieri, diventa «Si io fosse 'o ffuoco, appicciasse 'o munno»; il componimento di Dante «Tanto gentile e tanto onesta pare», diventa: «Accussì gentile e accussì onesta pare», mentre i versi iniziali di «Invito all'ombra», di Giambattista Marino, in calabrese suonano: «Mo chi l'aria e a terra su 'nfocati e bruciunu (pu caddu) e non sciuscia ne u ventu e ne a brizza liggera....». 
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