Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Premio Amato Lamberti, il ricordo del sociologo antimafia

Martedì 28 Giugno 2022 di Giuliana Covella
Premio Amato Lamberti, il ricordo del sociologo antimafia

«L’azione della magistratura è importante per contrastare la criminalità organizzata, ma è indubbio che politica e società civile devono agire sulle leve della prevenzione». Così il sindaco Gaetano Manfredi alla cerimonia del Premio Amato Lamberti.

Giunto alla nona edizione, il premio ha visto l’assegnazione di tre borse di studio a Stefania Di Buccio, Università degli studi di Milano, Dottorato in Studi sulla criminalità organizzata; a Marco Antonelli, Università degli studi di Pisa, Dottorato in Scienze politiche e per il riconoscimento laurea magistrale e a Giulia Panepinto, Università degli studi di Torino. 

Alla presentazione nella sala Giunta di Palazzo San Giacomo oltre al sindaco sono intervenuti il presidente del premio Nino Daniele e il presidente dell'associazione Roselena Glielmo, vedova Lamberti, a cui Manfredi ha consegnato la medaglia della città e una pergamena per i 10 anni dalla scomparsa del sociologo.

»Oggi sono 10 anni dalla scomparsa di Amato Lamberti, uno studioso, un politico, un amministratore che aveva dentro se una religione civile – ha detto Daniele - prima di tutti ha visto nell'ambiente un terreno dove le mafie avrebbero potuto infiltrarsi».

Tra i partecipanti anche la giornalista Rosaria Capacchione, secondo cui «Lamberti è stato un punto di riferimento per tutti, specialmente per chi come me si occupava della camorra casertana che non era una criminalità di campagna ma aveva fatto un importante salto di qualità». Mentre il sindaco Manfredi ha voluto ricordare Lamberti come «un uomo complesso, un esponente politico, un amministratore ma anche un grande innovatore. Il suo è stato un lavoro rivoluzionario se inquadrato nel suo contesto temporale. Ha introdotto il tema delle mafie, delle mafie e la società, delle mafie e il territorio. Il premio – ha aggiunto il primo cittadino -porta avanti l'eredità che occorre custodire ma significa anche diffondere una impronta formativa, educativa e studiare l'evoluzione dei sistemi criminali. Se Napoli è epicentro di azioni criminali e anche giusto dire che Napoli è epicentro di contrasto e studio alle mafie e questo lo dobbiamo rivendicare». 

Toccante il ricordo dell’attuale consigliere comunale Antonio Bassolino, che volle Lamberti nella sua prima giunta come assessore alla normalità e poi lo spinse alla presidenza della Provincia: «Il modo più giusto per ricordarlo è in questa sala Giunta dove ha speso una parte importante della sua vita. Amato è stato prima politico e amministratore ma soprattutto grande intellettuale. Una persona che ci ha aiutato a capire il mutamento della camorra che era rappresentata ancora in una forma folcloristica».

Un riconoscimento speciale è stato inoltre consegnato da Aldo De Chiara, già avvocato generale della Corte di Appello di Salerno ad Annamaria Torre per ricordare Lucia De Palma Torre, moglie del sindaco di Pagani, Marcello Torre, ucciso dalla camorra perché si opponeva al sistema degli appalti del dopo terremoto.

Ultimo aggiornamento: 29 Giugno, 07:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA