Aggressioni ai medici, arriva l'ok alla legge ma è lite sulle sanzioni

Domenica 16 Febbraio 2020 di Ettore Mautone
Aggressioni ai camici bianchi: no alla qualifica di pubblico ufficiale a medici e personale sanitario, e socio-sanitario, in servizio, ma sì alle tutele che la qualifica di pubblico ufficiale comporta: procedibilità di ufficio e aggravio delle pene per chi commette aggressioni ai loro danni. Inoltre nei processi le aziende sanitarie avranno l'obbligo di costituirsi parte civile. È quanto prevedono gli emendamenti approvati in commissione Giustizia e Affari sociali della Camera al disegno di legge voluto dal precedente Governo per contrastare il fenomeno crescente delle aggressioni ai danni degli operatori sanitari.

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«Sul nodo della qualifica dei camici bianchi a pubblici ufficiali, io stesso, insieme alla collega Rostan - avverte Paolo Siani, pediatra del Santobono e parlamentare del Pd, promotore dell'emendamento che obbligherà le aziende sanitarie a costituirsi parte civile - avevo firmato il disegno di legge con tale previsione. Poi, in commissione Giustizia, contro l'emendamento è emerso un no radicale. Ho chiesto il perché, si sono svolte molte riunioni anche con la consulta delle professioni sanitarie e socio-sanitarie». Approfondimento tecnico che ha coinvolto i presidenti della Fnomceo (medici), della Fofi e Fnovi (farmacisti), della Fnopi (infermieri) e Fnopi (ostetriche) dei Biologi, Cnoas (assistenti sociali), Cnop (psicologi) e i Chimicifisici. «Alla fine - continua Siani - si è convenuto, sulla base di forti motivazioni tecnico-giuridiche, di dare a tutti gli operatori i vantaggi della qualifica di pubblico ufficiale (procedibilità d'ufficio, inasprimento delle pene...) senza caricare gli operatori di aggravi di responsabilità non consoni».
 

Critica la voce di Michela Rostan (LeU) che si è vista respingere il suo emendamento (conformato da Siani) con il quale si chiedeva il riconoscimento pieno della qualifica di pubblico ufficiale a medici e personale sanitario in servizio. «Per due anni ho lavorato intensamente alla mia proposta di legge con questo obiettivo ma Pd e 5stelle hanno votato contro. Ho incontrato decine di operatori sanitari vittime di aggressioni anche brutali, rappresentanti nazionali e locali dei sindacati di categoria, medici dell'associazione Nessuno tocchi Ippocrate, operatori del 118, associazioni di professionisti, titolari di strutture cliniche, esperti giuristi, e pure le guardie giurate che operano nelle strutture ospedaliere. Ho fatto tutto quello che potevo: ho difeso la proposta fino a votare in dissenso da governo e maggioranza - ha aggiunto - ora tocca agli altri».

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«Noi puntavamo ad avere la qualifica di pubblico ufficiale - sostiene Vincenzo Tipo, primario del pronto soccorso del Santobono - come è stata assegnata agli insegnanti e anche ai postini. Mi chiedo perché un medico che lavora in prima linea non dovrebbe averla. Piena fiducia in Siani che ci è stato concretamente vicino in questi anni, e che conosce bene la situazione che viviamo. Non conosciamo il contenuto tecnico di questi emendamenti approvati. Sono pronto a ricredermi sulla delusione se tutto andrà come viene detto, ma in generale lo status di pubblico ufficiale non mi avrebbe spaventato per gli oneri che comporta perché, quando la mattina esco per andare a lavorare, vorrei avere la mente libera da pensieri che non siano rivolti solo a quello che devo fare. Devo dire - conclude Tipo - che da quando è stato inaugurata a fine dicembre la linea diretta con le forze dell'ordine il loro tempestivo intervento, sin dalla fase delle aggressioni verbali, ha scongiurato quasi sempre il passaggio alle mani. Un deterrente che sta funzionando anche perché carabinieri e polizia stazionano più a lungo in ospedale».

L'approdo del testo in aula è previsto entro fine mese e l'ultimo via libera dovrebbe arrivare entro l'estate. Se la legge sarà capace di tutelare gli operatori sanitari pur in mancanza di una chiara qualifica di pubblico ufficiale, tirando il freno alle aggressioni a chi lavora in pronto soccorso, in guardia medica o sul 118, sarà una vittoria per tutti. In caso contrario la legge si tradurrà nell'ennesimo fallimento.  Ultimo aggiornamento: 15:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA