Alloggi, la Regione investe
250 milioni: mobilitate le imprese

Giovedì 17 Ottobre 2019 di Luigi Roano
Ci sono i soldi - 250 milioni della Regione la grande scommessa del presidente Vincenzo De Luca - «ma riorganizzare il pianeta casa e tutte le politiche abitative non sarà lo stesso una passeggiata» racconta l'assessore regionale all'Urbanistica Bruno Discepolo. Che ha faticato e non poco per mettere in piedi un Piano dove è previsto anche il coinvolgimento dei privati. La Regione punta a riqualificare un patrimonio di oltre 65mila immobili - quelli dello Iacp - e a riordinare il sistema delle assegnazioni e delle graduatorie. Che sono un'autentica giungla, serve «fare un'operazione trasparenza» perché in molti Comuni sono bloccate da anni con il paradosso che ci sono le case ma non vengano assegnate malgrado la grande richiesta della cittadinanza. L'ente di Santa Lucia per affrontare questa rivoluzione si è dotata un nuovo strumento, l'Acer - acronimo che sta per Agenzia campana edilizia residenziale - presieduta da David Lebro. Un oggetto misterioso fino a ieri, quando a Palazzo Armieri nell'ambito di un convegno dedicato a una tematica molto complessa è stata presentata al pubblico. Al tavolo del convegno il presidente Vincenzo De Luca, Discepolo, Lebro, la presidente dell'Acen Federica Brancaccio, il segretario regionale del Sunia Antonio Giordano, Gennaro Vitale presidente dell'Ance Campania e tutte le parti sociali.

 

I PALETTI
Dunque, graduatorie da riordinare, assegnazioni solo a chi non supera 15mila euro di reddito Isee, e riqualificazione e rigenerazione urbana questo il cuore del Piano casa della Regione. Discepolo dettaglia cosa sta mettendo in campo la Regione: «Non abbiamo aspettao che il governo si muovesse con il miliardo promesso l'edilziia popolare - spiega l'assessore - la Regine si è mossa con la legge di riforma degli Iacp e la nascita dell'Acer e destiniamo 250 milioni a programmi di rigenerazione del patrimonio edilizio e la costruzione di nuovi alloggi sull'Erp, l'edilizia residenziale pubblica, e sull'Ers, l'edilizia residenziale sociale». Come saranno assegnati questi fondi? «A metà tra Acer che possiede il 50% del patrimonio immobiliare della Regione e l'altro 50% ai Comuni con un bando che li metterà in competizione tra di loro. Solo chi dimostrerà potere moltiplicare queste risorse usando provvedimenti come l'ecobonus e il sisma bonus ma anche con il partenariato con i privati per cui è possibile investire e avere poi un credito fiscale». Per Discepolo se si sfruttano i moltiplicatori «i 250 milioni possono diventare 500 e 750». Napoli con le sue periferie degradate e un patrimonio immobiliare allo stesso modo depauperato avrà un ruolo importante. «A Napoli - conclude l'assessore - penso al Rione De Gasperi, a Ponticelli, Poggioreale, Soccavo. Ma interventi sono necessari in tutta la Campania».
LA SVOLTA
Soddisfatto De Luca: «Da dieci anni i fondi per l'edilizia pubblica sono scomparsi e sono stati usati per coprire i debiti della sanità riuscendo nell'impresa di non fare nessuna delle due cose. Abbiamo recuperato 250 milioni di euro facendo operazioni di bilancio molto attente di recupero di fondi non usati e li destiniamo all'edilizia pubblica in Regione». Al di là della polemica De Luca lancia un'altra sfida: «Nelle aree urbane ci sono ex capannoni industriali vuoti per i quali bisogna tenere il vincolo di destinazione, ma a che serve? Facciamoci abitazioni se servono o anche condomini con piccole imprese. «invece di fare nuove costruzioni usiamo gli ex
capannoni nelle aree urbane e ristrutturiamo il patrimonio esistente, coinvolgendo i privati ma sapendo che dobbiamo garantire loro un margine per convincerli a investire, perché ormai anche i monaci trappisti fanno la birra e non hanno più la vocazione alla povertà. Se un imprenditore non guadagna il 15-20%, l'investimento non lo fa mai». Leonardo Impegno consigliere delegato di Acen delinea il prossimo futuro: «Puntiamo alla riqualificazione - spiega Impegno - dotando le case dell'edilizia residenziale di cappotto termico e anche, con il sisma bonus, consolidando le fondamenta per rendere gli edifici statici davvero. L'Acer può sottoscrivere intese con i Comuni e gestire le sanatorie legali e fare un recupero talmente positivo da rendere una casa conveniente da acquistare per chi ci vive. Con il Comune di Napoli e Napoli servizi presto ci incontreremo per mettere a disposizione risorse e competenze per aiutare l'alienazione e recuperare gli alloggi che sono molto scadenti». Tocca alla Brancaccio dare voce agli imprenditori: «L'approccio giusto è guardare l'edilizia residenziale come leva di sviluppo di un territorio, al di là dell'interesse della categoria che chiaramente esiste per il tema». Soddisfatto anche il Sunia: «Ci siamo scontrati per un anno ma con la nascita dell'Acer ora abbiamo uno strumento che garantisce tutti».
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