Berlusconi, il messaggio per i dirigenti campani: «Dema peggior sindaco»

Sabato 21 Novembre 2020 di Valentino Di Giacomo

«Mimmo, ti chiamo e ne parliamo domani, del resto de Magistris è il peggior sindaco nella storia di Napoli». La questione dell'approvazione del bilancio al Comune di Napoli che ha causato non poche fibrillazioni in Forza Italia è approdata sul tavolo di Silvio Berlusconi che approfondirà oggi la vicenda con il coordinatore regionale Mimmo De Siano. Ieri il Cavaliere ha tenuto una lunga riunione via Zoom con i dirigenti di Fi e i coordinatori delle grandi città che andranno al voto in primavera e, tra queste, c'è ovviamente Napoli. Un lungo meeting che ha visto la partecipazione di De Siano in qualità di coordinatore regionale e di Stanislao Lanzotti, coordinatore cittadino del partito azzurro e capogruppo in Consiglio comunale.

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I TEMI
La possibilità che Forza Italia possa in qualche modo aiutare il sindaco per l'approvazione del bilancio, dopo che de Magistris ha perduto molti pezzi della sua maggioranza, sembra allontanarsi. Della vicenda parlerà direttamente Berlusconi con De Siano in una telefonata già fissata per oggi, ma intanto il leader di Fi ha già dato - in presenza video di circa trenta dirigenti del suo partito - un giudizio tranchant sul primo cittadino partenopeo definito «il peggior sindaco», sulla scorta di quanto aveva già detto ieri al Mattino il deputato campano Cosimo Sibilia. Quando De Siano ha preso la parola ha chiesto all'ex premier come regolarsi sulla spinosa storia del bilancio, ma Berlusconi vorrà approfondire questo argomento direttamente con il suo coordinatore. De Siano, nonostante il fuoco amico da parte di una schiera di dirigenti locali, resta saldo alla guida del partito: stima e amicizia nei suoi confronti non sono mai mancati da parte del leader forzista e ieri è stata un'ulteriore occasione per cementare l'unità d'intenti. Un Berlusconi in forma come non mai e ringalluzzito per essere riuscito - affrancandosi a livello nazionale dalle posizioni più ortodosse della Lega - a riportarsi al centro della scena politica. Una mossa che ha compattato anche il partito campano che con il Carroccio ha spesso avuto liti e frizioni a cominciare dalla lunga discussione che la scorsa estate ha tenuto sul filo la candidatura di Stefano Caldoro. Non viene escluso - questo è stato l'altro tema in videoconferenza - che lo schema classico del centrodestra possa essere archiviato a Napoli in vista delle prossime consultazioni elettorali.


LE ALLEANZE
Proprio sul tema delle possibili alleanze in vista delle Comunali di Napoli è intervenuto il coordinatore cittadino, Stanislao Lanzotti. Il capogruppo ha auspicato che Forza Italia possa riuscire nell'intento di trovare un candidato civico e costruire una piattaforma programmatica a partire da reti civiche ora estranee alla politica. L'idea sarebbe di fare di Napoli un laboratorio del centrodestra con liste della società civile in testa e i partiti in coda. Servirà, ovviamente, prima individuare un nome valido. Anche per questo, già da settimane, si sta cercando di comprendere la possibilità di schierare come prossimo candidato sindaco il pm anticamorra Catello Maresca, come pure - idea che trova ampi consensi in Fratelli d'Italia - di verificare la disponibilità di Sergio Rastrelli, figlio dell'ex presidente di Regione, Antonio. L'ultima parola spetterà a Berlusconi e molto dipenderà dalla tenuta dei rapporti a Roma con Matteo Salvini, in questo momento ai minimi termini al punto da far slittare a data da destinarsi il vertice a tre - anche con Giorgia Meloni - che avrebbe dovuto tenersi proprio ieri.


L'OBIETTIVO
Berlusconi vuole volti nuovi. «Senza Forza Italia - ha detto - non ci sono speranze di vittoria, ma non ci accontentiamo certo di essere determinanti. Vogliamo essere noi a tornare a guidare il centrodestra vincente. Perché non è possibile governare una grande metropoli senza le idee liberali, cristiane, europeiste, garantiste, delle quali noi siamo i portatori in Italia. Il mio obiettivo è riportare tra due anni Fi al suo ruolo naturale di primo partito. Occorre rinnovarci nei volti e nel linguaggio, aprirci ai settori più vitali delle nostre città». Per ora è arrivato l'altolà ad inciuci e collaborazionismi con Dema, un chiaro avviso a chi lavorava a questo percorso. Ieri il leader di Fi ha pure annunciato che invierà ai parlamentari campani una registrazione delle sue canzoni in napoletano. La musica sembra davvero cambiata.

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