Boldrini a Napoli per le donne: «Governo del cambiamento talebano»

di Rossella Grasso

Dopo Venezia e Torino Laura Boldrini fa tappa a Napoli per il tour nazionale «Forza ragazze, al lavoro», finalizzato al confronto con le realtà territoriali sulla sua proposta di legge «Obiettivo 62%» che vuole adeguare i livelli occupazionali delle donne in Italia agli standard europei. La legge sarà dedicata alla memoria di Valeria Solesin, la giovane ricercatrice veneziana rimasta uccisa nell’attentato del Bataclan di Parigi. A Napoli, l'ex presidente della Camera ha incontrato le donne nella sede del gruppo di imprese sociali Gesco. L'iniziativa è stata promossa dalla cooperativa sociale E.V.A. , aderente alla rete Di.Re., Donne in Rete contro la violenza, come realtà campana attiva nella tutela dei diritti delle donne, nella prevenzione e contrasto della violenza maschile contro le donne.

«Purtroppo l'Italia ha un tristissimo primato - ha detto Boldrini - È al penultimo posto tra i paesi dell'Unione Europea per occupazione femminile. A livello nazionale siamo al 49%, poi se vediamo il meridione arriviamo a cifre agghiaccianti, addirittura al 29%, mentre la media europea è il 62%. L'obiettivo è portarci avanti». L'ex presidente della Camera non fa sconti al nuovo governo gialloverde: «C'è da temere il peggio - dice - già la composizione di questo governo è tutta maschile, su 63 membri del governo ci sono solo 11 donne. Una roba così ci riporta indietro di 30 anni e ci avvicina più alle percentuali di Kabul che a quelle di Madrid. Sul Decreto Dignità non c'era una sola riga a sostegno dell'occupazione femminile. Eppure è un'emergenza. Questo è il governo dl cambiamento talebano».
 

La Boldrini ha esposto alla platea quasi esclusivamente femminile la sua proposta di legge per renderla sempre più aderente alle esigenze delle donne. Ha ascoltato le proposte e le osservazioni per sostenere l'occupazione e l'imprenditoria femminile. Si è parlato di violenza sulle donne, tema caro a Laura Boldrini che è spesso stata vittima di attacchi soprattutto sul web. «Riguarda tutte le donne, specialmente quelle che alzano la testa e non si fanno intimidire - ha detto - Nel mio cosa c'è stato un atticco strutturato per farmi tacere. Se un miniustro dell'Interno fa un comizio e sventola una bambola gonfiabile e dice che è la presidente della Camera, voi potete immaginare quello che ne consegue, anche il fatto che poi alcuni sindaci che vogliono farsi belli agli occhi del leader facciano anche peggio».

Laura Boldrini si riferisce allo sgradevole episodio del sindaco di Pontinvrea Matteo Camiciottoli che all'indomani di uno stupro a Rimini scrisse in un Tweet: «mandiamo gli stupratori di Rimini ai domiciliari a casa della Boldrini così le ritorna il sorriso». «Che un sindaco ritenga uno stupro un momento di gioia per una donna è offensivo per tutte le donne - ha detto Boldrini - è primordiale. Per questo motivo ho denunciato Camiciottoli e lunedì inizierà il processo. Spero sarà fatta giustizia non solo per me ma per tutte le donne di cui mi faccio portavoce».
Venerdì 14 Settembre 2018, 17:34
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