Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Emergenza neonatale in Campania, ​De Luca: ambulanze 24 ore su 24

Mercoledì 31 Luglio 2019 di Melina Chiapparino
Emergenza neonatale in Campania, De Luca: ambulanze 24 ore su 24

«Il trasporto neonatale è una priorità». Con queste parole Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, promette di occuparsi della situazione critica delle ambulanze dedicate al trasporto di emergenza dei neonati, un servizio ridotto all’osso sul territorio di Napoli, Salerno e le loro province. Delle tre ambulanze che dovrebbero essere attive sulla carta, come previsto dalle linee guida 2018 del piano di riorganizzazione dello Sten, il servizio emergenza trasporto neonatale, solo un mezzo di soccorso è attivo 24 ore su 24 con base al Policlinico federiciano. L’ambulanza prevista a Salerno è ancora inesistente e quella con base all’ospedale Santobono funziona a singhiozzi, coprendo un terzo dei turni che dovrebbe, invece, garantire 24 ore su 24. Pochi giorni fa, un neonato con problemi respiratori a Pompei, ha atteso 4 ore l’arrivo dell’ambulanza perché il mezzo del Policlinico si è rotto durante il percorso, costringendo l’equipe dei sanitari ad attendere il carroatrezzi sull’autostrada senza poter inviare altri veicoli in soccorso del piccolo.

«L’ambulanza deve lavorare 24 ore su 24 e se questo non è accaduto va individuata e colpita la responsabilità organizzativa- ha dichiarato De Luca ai microfoni di radio CRC Targato Italia – i mezzi ci sono e dunque, parliamo di carenza di personale, un problema che deriva dai 10 anni di commissariamento con il blocco del turn over, ora sbloccato, ma il servizio per i neonati deve essere assicurato». La promessa, è quella di garantire al più presto il funzionamento a pieno regime delle ambulanze dedicate ai piccoli pazienti che «pur essendo uno dei punti critici ereditati dal passato, va considerata una priorità» ha sottolineato De Luca ricordando come ci si «debba preoccupare di avere a disposizione il personale da dedicare a un servizio senza trovarsi con un’emergenza da coprire». Poco dopo la conclusione della diretta radio dove De Luca ha anche annunciato e auspicato la fine del commissariamento della Sanità campana, i vertici regionali hanno fatto sapere che «è stata contatta la direzione dell’ospedale Santobono Pausilipon e da ieri, è in corso un tavolo tecnico al Policlinico per coprire interamente il servizio delle ambulanze neonatali, per cominciare ci sarà un accodo in modo da garantire la copertura dell’intero mese di agosto».

Dopo l’episodio del ritardo dell’ambulanza e l’attesa di 4 ore, per prelevare il neonato a Pompei nella notte a cavallo tra il 25 e il 26 luglio, anche la Società Italiana di Neonatologia ha sollecitato l’attuazione del decreto regionale che disciplina questa assistenza. «La qualità dell’assistenza ai neonati e alle loro mamme passa anche per un servizio di trasporto d’emergenza neonatale efficiente- si legge in una nota della Sin - lo Sten, è fondamentale nel sistema di assistenza materno-infantile e dopo l’episodio verificatosi in Campania - che fortunatamente si è risolto positivamente - sono emersi i limiti strutturali e organizzativi di un servizio inadeguato alle esigenze di una regione dove, solo nello scorso anno, sono stati necessari oltre 1.000 interventi». Secondo i dati diffusi dalla Sin, il servizio di trasporto neonati in Campania al momento dovrebbe contare su 4 postazioni destinate all’emergenza neonatale, di cui una copre solo il 30-40% dei turni e un’altra è ancora da attivare.

«I veicoli in attività sono obsoleti o comunque con alti chilometraggi e dai dati in possesso della SIN risulta che la Campania ha il più basso rapporto tra centri di riferimento (Hub) e centri dipendenti (Spoke), con una rete di assistenza neonatale frammentata in punti nascita di primo e secondo livello ancora troppo numerosi (54 per circa 48.000 neonati), di cui 8 con un numero di nati all’anno minori di 500, privi dei requisiti strutturali e organizzativi appropriati» si legge nel comunicato che specifica: 
« queste strutture spesso non sono in grado di affrontare situazioni di urgenza e di emergenza e mancano degli standard di qualità per promuovere, sostenere e proteggere la fisiologia della nascita, ciò comporta un numero di neonati trasportati quasi triplo (2.8%) rispetto all’ 1% raccomandato».

Secondo il documento del Ministero della Salute “Linee di indirizzo sull’organizzazione del sistema di trasporto materno assistito (STAM) e del sistema in emergenza del neonato (STEN)” il trasporto del neonato critico in Italia coinvolge tra lo 0.7 e il 2.8% dei nati. L’alto tasso di trasporti è a sua volta connesso ad una maggior mortalità neonatale, per la quale la Campania si colloca tra le Regioni meno virtuose d’Italia, con un tasso dell’1.46 per mille nati vivi, rispetto all’1.16 del Centro-Nord. Il problema del servizio di trasporto in emergenza neonatale in Campania, come evidenzia la SIN, è anche legato alle scarse risorse a disposizione per rispondere alle richieste crescenti di intervento, dettate pure dall’aumento delle nascite premature e dall’elevata articolazione territoriale del sistema dei punti nascita.

«La Società Italiana di Neonatologia auspica la necessaria ristrutturazione della rete dei punti nascita, secondo le norme indicate dall’accordo Stato-Regioni e l’attuazione del decreto n. 62 del 5 luglio 2018 della Regione Campania per la riorganizzazione dello Sten- si legge a conclusione della nota- - metteremo a disposizione tutto il suo supporto tecnico scientifico, al fine di tutelare la salute dei neonati».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA