Candidati, M5S a caccia di condanne: su Ronghi ripescata una vecchia rissa

Giovedì 23 Maggio 2019 di Carlo Porcaro
Negli anni '70 durante le manifestazioni se le suonavano di santa ragione: giovani missini contro figiciotti, gruppi di destra contro quelli di estrema sinistra. Botte, molotov, picchetti, di tutto. In alcuni casi, con esiti drammatici. Nel 1974, in occasione di una rissa, l'attuale candidato a Bruxelles nelle fila di Fratelli d'Italia Salvatore Ronghi fu denunciato, poi condannato ad una pena pecuniaria (50mila lire) ed infine condonato nel '79. Ora quella multa l'hanno tirata fuori i grillini a distanza di 43 anni. Come mai? Sono andati a studiarsi tutti i casellari giudiziali dei candidati all'Europarlamento pubblicati in base alla loro legge Spazza-corrotti' sul sito del Viminale. «Tra Fratelli d'Italia e Forza Italia ci sono cinque condannati: gli italiani hanno tutto il diritto di conoscere la fedina penale dei candidati alle prossime elezioni europee», è stato pubblicato sul blog dei Cinquestelle.
 
Nella sua lunga carriera di sindacalista Cisnal nel settore trasporti, poi consigliere regionale di Alleanza Nazionale fino ad assurgere a numero due dell'assemblea quando era presieduta da Sandra Lonardo, segretario generale della Regione Lazio con la governatrice Polverini, nessuno aveva mai ricordato a Ronghi di essersi macchiato del reato di rissa. «Non andai neanche in Tribunale all'epoca, ne accadevano tante a chi come noi credeva in forti valori e si affrontava per strada: si trattò di una misera multa. Ma dove siamo arrivati? si chiede il candidato meloniano -. Solo persone, senza storia e senza valori, come i 5 stelle, possono strumentalizzare un casellario giudiziale, che riporta una sentenza per rissa, per fatti accaduti nel 1973». Ronghi è salito alla ribalta nazionale suo malgrado, ma ha provato a rovesciare le accuse a suo favore ribadendo di aver agito «sempre in difesa dei più deboli, del Sud, delle ragioni dei lavoratori e dei valori etici: non ho bisogno di aggiungere altro per replicare a chi sa solo gettare fango e distruggere ogni cosa con la sua incompetenza e il suo qualunquismo», ha aggiunto Ronghi, concludendo che «la sinistra, di cui i 5 stelle sono pessimi eredi, e gli stessi pentastellati stanno politicamente morendo a causa della loro incapacità e grazie alla forte proposta politica di una destra identitaria e valoriale guidata dalla nostra Giorgia Meloni».

La polemica dei grillini, insomma, viene vista e vissuta come un'arma preventiva giocata contro il ricompattamento del centrodestra (Salvini-Meloni-Berlusconi) dopo le europee. «Per paura che un nuovo governo (veramente) sovranista possa privarli della poltrona dopo le elezioni europee, il M5S mette in moto la sua macchina del fango producendo fake news contro i candidati di Fratelli d'Italia», la replica della stessa Meloni dal suo profilo facebook. «Piena solidarietà a Ronghi che negli anni ha dimostrato la sua limpidezza e la sua onestà è stata espressa dal coordinatore regionale di FdI Gimmi Cangiano per il quale «gli attacchi dei 5 stelle, puerili e vergognosi, vanno restituiti al mittente da una forte destra che sarà vincente in Europa, in Italia e particolarmente in Campania». Il clima, lo dimostrano le piazze in cui recentemente si tenevano i comizi del leader leghista Matteo Salvini, si è fatto incandescente. Di Maio & company hanno calato la carta della questione morale a poche ore dal voto di domenica. Per suffragare tale strategia, fanno comodo le condanne, qualsiasi esse siano, anche quelle di natura politica e non legate ad una funzione amministrativa. © RIPRODUZIONE RISERVATA