Capodanno a Napoli, feste vietate in piazza e niente consumo di cibi e bevande all'aperto

Mercoledì 15 Dicembre 2021 di Adolfo Pappalardo
Capodanno a Napoli, feste vietate in piazza e niente consumo di cibi e bevande all'aperto

Per giorni l'aveva fatto ventilare come una minaccia. Ieri la certezza: «Pronte un'ordinanza per vietare la vendita di alcolici e gli assembramenti alla vigilia di Natale e un'altra che vieta le feste in piazza di Capodanno», annuncia ieri mattina il governatore Vincenzo De Luca specificando che è questione di ore: 24 al massimo. D'altronde già una decina di giorni fa l'ex sindaco di Salerno aveva minacciato lo stop agli eventi per salutare il nuovo anno. E se l'anno scorso erano in vigore le restrizioni, ora serve mettere mano con le norme.

«Come abbiamo già fatto lo scorso anno», premette il governatore annunciando come, tra ieri e oggi, «la Regione emetterà delle ordinanze che vietano la vendita di alcolici e vietano gli assembramenti alla vigilia di Natale e le feste in piazza di Capodanno». Questo per evitare, continua sempre De Luca, «assembramenti di decine di migliaia di persone senza mascherine e un po' su di giri come è inevitabile che sia a Capodanno. Credo che si debba vietare ogni festa in piazza se vogliamo stare tranquilli nei mesi successivi, perché rischiamo, per la follia di una settimana, di essere chiusi tutti per mesi. Venerdì - aggiunge poi - c'è la riunione conclusiva in Prefettura per stabilire il da farsi. Stiamo ragionando assieme per trovare la soluzione migliore. È chiaro che con un aumento e una progressione dei contagi come quella che stiamo vivendo fare una festa di piazza è molto complicato per cui pensiamo a una soluzione alternativa. Lo stiamo decidendo in perfetta sintonia, assieme al prefetto e alla Regione. La nostra preoccupazione è garantire normalità con sicurezza». 

Già una decina di giorni fa De Luca aveva posto il problema sulle feste di piazza, con qualche frizione con il sindaco di Napoli che invece si preoccupava di più degli assembramenti della vigilia. Ma ieri il governatore mette tutto nell'orbita delle restrizioni, assembramenti e feste, confortato anche dalla proroga dello stato di emergenza annunciato e poi confermato ieri sera in Consiglio dei ministri. Senza contare lo stesso orientamento di alcuni colleghi governatori, come il ligure Giovanni Toti. «C'è un andamento del contagio che è talmente preoccupante da motivare ordinanze di prudenza e di contenimento dei contagi», puntualizza De Luca. 

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E proprio la proroga dello stato d'emergenza sarà il caposaldo dell'ordinanza che dovrebbe essere firmata oggi. Almeno quelle per la vigilia di Natale mentre per il Capodanno potrebbe passare qualche giorno. Ieri per tutto il giorno gli uffici legislativi di Santa Lucia sono stati al lavoro proprio per mettere mano alle nuove norme, con un corollario di premesse che metta al riparo da eventuali ricorsi. Per questo la linea è quella di riprendere, e aggiornare, i testi di dodici mesi fa quando la Campania era però in zona gialla. In particolare la 98 del 19 dicembre che vietava «il consumo di cibi e bevande, anche non alcoliche, con esclusione dell'acqua, nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, ivi comprese le ville e i parchi comunali». Stop supportato però da norme nazionali in cui era già previsto il divieto di vendita con asporto di bevande alcoliche e non. Mentre ai comuni si chiedevano «provvedimenti di chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare la distanza di sicurezza». E se con il primo passaggio, quello sulle bevande, si limitano gli assembramenti di giovani e avventori in genere della vigilia di Natale e di Capodanno, con il secondo si demandava ai sindaci di intervenire su aree considerate a rischio assembramenti. Come dovrebbe essere anche stavolta. Stesso discorso per le feste in piazza dove le norme anti-assembramento dovrebbero bastare a chiudere ogni ipotesi di concerti e feste con pubblico, fermo restando la facoltà di tenerli e trasmetterli però su tv e piattaforme varie in maniera gratuita. Situazione diversa rispetto a 12 mesi fa quando un Dpcm inseriva tutto il Paese in zona rossa cavallo tra l'ultimo e primo dell'anno vietando non solo feste ma anche spostamenti.

 

E ieri sera scatta un nuovo allarme perché, rende noto De Luca, «sono stati trovati positivi due colonnelli di ritorno da una missione in Sudafrica». «I due viaggiavano insieme a un reparto del nostro esercito di 80 militari, li abbiamo subito messi in isolamento e - aggiunge - abbiamo inviato al Ceinge il necessario per il sequenziamento. Sono stati ovviamente avvertiti i comandi dell'esercito e i nostri colleghi del sistema sanitario siciliano perché lì era stata effettuata una sosta». 

Ultimo aggiornamento: 15:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA