Consiglio comunale di Napoli, opposizione in aula: de Magistris non ha i numeri

Giovedì 12 Novembre 2020 di Luigi Roano

Lo showdown è qui in Sala dei Baroni alle 10 in punto. Dentro o fuori questo lo scenario per il sindaco Luigi de Magistris, che potrebbe entrare nel Maschio Angioino da sindaco e uscirne da privato cittadino se il bilancio non venisse approvato. Viceversa proseguirebbe questo ultimo tormentato pezzettino della sua decennale consiliatura fino a maggio senza ostacoli. Le cose in termini numerici non stanno bene per de Magistris: opposizione e maggioranza sono pari con 18 voti a testa e con questo risultato il bilancio verrebbe bocciato e si scioglierebbe il Comune e l'ex pm e la sua squadra in formato ridottissimo andrebbero a casa. Tant'è se oggi non uscisse dalla Sala dei Baroni un risultato chiaro per quei trucchi tipici dell'Aula, come giocare sul numero legale, ci sarebbe la famosa seconda convocazione di lunedì. E in ultima analisi la data del 3 dicembre perché oggi dalla Prefettura daranno i 20 giorni al sindaco, questo il lasso di tempo ultimo per approvare il bilancio. Comunque la si veda l'orizzonte di de Magistris è ristrettissimo, fa sensazione quindi che la consueta decina di ospitate televisive e radiofoniche quotidiane producano annunci clamorosi su misure anti-Covid quando invece già stasera potrebbe non essere più il sindaco di Napoli. Magari è una strategia per distogliere l'attenzione dall'unico vero autentico problema dal quale è assillato l'ex pm: mantenere la fascia tricolore fino a fine mandato. 

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Certo è che de Magistris le sta provando tutte, anche liberando poltrone, come quella di direttore generale dell'Asìa - Mascolo è stato dirottato in Anm - per cercare di ingolosire qualcuno di quei consiglieri sospesi che ancora non hanno deciso come comportarsi perchè afflitti dal dubbio se mandare a casa o meno de Magistris. Tra questi potrebbe esserci anche Anna Ulleto. I fari però sono puntati su Fi, dilaniata da guerre interne. In particolare le luci sono accese su Salvatore Guangi. Tanto che il coordinatore regionale degli azzurri Domenico De Siano chiarisce in maniera puntuta: «Fi voterà no al bilancio - dice - testimoniando così coerenza politica e assoluta lealtà nei confronti degli elettori». De Siano va oltre: «Dimostreremo di essere opposizione vera all'improbabile maggioranza del peggior sindaco che la storia di Napoli ricordi, alla sinistra e, perché no, anche a qualche aspirante inciucista di casa nostra». Chissà con chi ce l'ha De Siano.

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Nel campo delle opposizioni Mimmo Palmieri di Napoli popolare ha dichiarato che voterà contro il bilancio, ma anche di essere contrario all'arrivo del commissario. Per uscire dall'imbarazzo a Palmieri basterebbe non presentarsi proprio questa mattina. Palmieri come Giangi è molto vicino a Stefano Caldoro, e l'ex governatore non fa mistero del fatto che andare a traino del Pd e del governatore De Luca - vero regista della insurrezione contro de Magistris al netto dei demeriti enormi dell'ex pm - non sarebbe positivo per Fi. Dal Pd - invece - trapela che «è ormai impossibile slegare la vicenda politica da quella strettamente riguardante il bilancio. Anche perché in questi giorni de Magistris non ha prodotto nessuna novità politica, anzi, ha impiegato il suo tempo esclusivamente in tv per litigare con Conte, con i ministri, con De Luca e con il Pd Napoli. Se si ritrova isolato e in queste condizioni insomma è solo ed esclusivamente colpa sua». La sostanza è che de Magistris fa il tifo perché ci siano quanti più assenti possibili da ambo le parti così da non correre il rischio di vedersi bocciato il bilancio politicamente. Sindaco e maggioranza arancione accettano dunque la sfida: «Oggi saremo in Aula - racconta Rosario Andreozzi capogruppo di DeMa per apporvare un bilancio innovativo che è utile alla città in poiena emergenza sanitaria».

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