Centrodestra campano in ritardo,
esplode la lite in Forza Italia

Mercoledì 16 Ottobre 2019 di Carlo Porcaro
Il centrodestra campano è in netto ritardo sulle Regionali. Non ha il nome del candidato governatore e attende di sapere se Pd e Cinquestelle daranno vita ad un'alleanza locale. Professa grande unità, invece è vittima di numerosi dissidi interni. Uno spartiacque può essere rappresentato dalla manifestazione indetta da Salvini per sabato a Roma: Berlusconi ci andrà e verificherà chi ci sarà dei suoi. Ad eccezione di Mara Carfagna, in dubbio per la sua posizione contraria al sovranismo del leader leghista che tende a rendere subalterna l'area moderata del centrodestra, i dirigenti campani di Forza Italia ci saranno. Tra questi, Stefano Caldoro, che punta alla terza discesa in campo alla Regione. «Il centrodestra deve essere unito e allargarsi alle esperienze civiche rivendicando però la guida dei processi»; ha detto in un'intervista a Prima Tv di Avellino. Quanto ai competitor interni dice: «Mara è un ottimo nome e con Edmondo ho lavorato benissimo, ha grande competenza».

 

LE IPOTESI
Il punto è che la Carfagna non sembra intenzionata a candidarsi perché concentrata sulle vicende nazionali, ma sul territorio la reputano un valore aggiunto rispetto a tutti gli altri anzi l'unica in grado di sbancare in maniera trasversale. Allora chi resterebbe considerando che dal tavolo nazionale della coalizione è emerso che tocca a Fi esprimere il candidato? Aspirano fortemente i parlamentari Paolo Russo e Cosimo Sibilia. Contro il capo dell'opposizione, intanto, si sono espressi alcuni alleati. «Serve la figura migliore, capace di generare entusiasmo ripartendo dagli errori commessi alle ultime Regionali del 2015, che portarono il centrodestra alla sconfitta: in questa ottica riteniamo molto positiva l'ipotesi di candidatura di Carfagna ma anche di Cirielli, entrambi rispecchiano quei necessari requisiti e criteri che ci porterebbero alla vittoria», ha detto Salvatore Ronghi di Sud Protagonista. «Il centrodestra in Campania, alleanza o meno Pd-M5s, può vincere alla grande. Non sprechiamo questa possibilità con film già visti», il parere di Pietro Diodato, dirigente di Fratelli d'Italia.
LO SCONTRO IN FI
Che il clima non sia dei migliori, lo ha dimostrato la durissima polemica interna agli azzurri. Ad innescarla, l'eurodeputato Fulvio Martusciello: «La sfiducia al sindaco di Lacco Ameno di Forza Italia dimostra che occorre un'inversione di tendenza, un rinnovamento negli uomini che ne governano le sorti a livello provinciale. Perdiamo elezione dopo elezione. Ad Avellino non eleggiamo nemmeno un consigliere comunale. A giugno abbiamo perso tutte le comunali da Casoria a Nola. Chiediamo con forza l'azzeramento dei cinque coordinamenti provinciali. Diamo spazio a giovani, ai sindaci, agli amministratori che non trasformano il partito in un proprio comitato elettorale. Solo così possiamo tornare a vincere», ha detto. Un attacco apparentemente diretto ai coordinatori provinciali, ma il destinatario vero sembra essere quello regionale Domenico De Siano, originario di Lacco Ameno. Non si è fatta attendere la risposta. «Parafrasando Salvini, anche da Martusciello dichiarazioni stupefacenti - hanno affermato in una nota congiunta De Siano e i coordinatori provinciali di Forza Italia di Napoli, Caserta, Salerno, Avellino e Benevento, rispettivamente Antonio Pentangelo, Giorgio Magliocca, Enzo Fasano, Cosimo Sibilia e Domenico Di Mauro - Quanto alle sue affermazioni non possiamo che constatarne il delirio: imputa la sfiducia al sindaco di Lacco Ameno al coordinamento regionale ignorando che a realizzarlo è stata una lista civica, mentre ignora completamente i risultati delle Amministrative, probabilmente perché totalmente assente in quella campagna elettorale», hanno precisato De Siano e i coordinatori provinciali.
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