Multe arretrate, raffiche di cartelle agli evasori di Napoli

Domenica 17 Febbraio 2019 di Paolo Barbuto
Attenti napoletani furbetti, voi forse avete «dimenticato» di pagare una multa negli ultimi anni, ma il Comune non l'ha dimenticato affatto e sta per presentarsi alla vostra porta.

Il progetto per recuperare le sanzioni è partito con vigore e non è destinato ad arrestarsi, anche perché il tema delle multe non riscosse è un punto dolente nei bilanci di palazzo San Giacomo.

Nelle ultime settimane sono stati diramati quattro differenti documenti con i quali parte la controffensiva sui «non pagatori» seriali, pronte migliaia di cartelle esattoriali che, nelle prossime ore, invaderanno la città: si tratta di richieste per multe non pagate del 2014 alle quali seguiranno, presto, quelle per gli anni successivi.
 
In totale il Comune ha chiesto ad Agenzia delle Entrate - Riscossione, di iscrivere a ruolo cartelle per un valore complessivo che supera i 14 milioni di euro destinate a migliaia di napoletani.

Nello specifico la disposizione dirigenziale del servizio gestione sanzioni amministrative che porta il numero 4, approva il ruolo coattivo per un valore totale di tre milioni di euro (3.046.150,57 per la precisione); la numero 6 ha un valore economico di oltre tre milioni e mezzo (3.635.935,03 euro); la numero 7 e la numero 9 si avvicinano, invece, ai quattro milioni (3.777.207,51 la prima e 3.780.553,09 la seconda). Il conto l'abbiamo fatto noi, si tratta, in totale, di un valore di 14 milioni 239.846,20 euro che sembrano una montagna di soldi e invece nel conto totale delle sanzioni non riscosse, rappresentano poche briciole: negli anni, difatti, il conto delle multe che i napoletani non hanno mai pagato ha appesantito i conti comunali per molte centinaia di milioni.

Quella voragine nei bilanci causata dalle multe non riscosse, segnalata nel corso degli anni con vigore sempre più intenso anche dalla Corte dei Conti, ha spinto l'amministrazione comunale ha predisporre un piano di azione per rendere più attivo il fronte delle entrate derivate da «sanzioni per il mancato rispetto del codice della strada».

La prima iniziativa è stata quella di alleggerire la polizia municipale dalla gestione del percorso delle multe. Già da un paio di anni è stato varato il «Servizio sanzioni amministrative» che fa parte della direzione servizi finanziari. In quello stesso momento è stato stipulato un contratto con un gruppo di aziende, capitanato dalla «Leonardo» che si è fatta carico della gestione dell'intero percorso delle contravvenzioni: dalla presa in carico dei verbali, all'abbinamento della targa del veicolo al proprietario, dall'imbustamento all'affrancatura, fino alla notifica del bollettino.

Il secondo passo è quello, ancora in corso, della creazione di un esercito di «notificatori» ai quali viene assegnato il compito di andare a pescare le persone irrintracciabili con il metodo dell'invio postale. Sono migliaia le multe che tornano al mittente perché all'indirizzo ufficiale collegato alla targa e al proprietario dell'auto, la persona risulta sconosciuta. I notificatori avranno strumenti, e pazienza, per rintracciare uno ad uno anche gli automobilisti «sconosciuti».

L'ultimo passaggio del progetto di recupero del credito per le sanzioni al codice della strada è quello che stiamo raccontando in queste righe: il ricorso alle cartelle esattoriali. Per adesso l'attività è ancora affidata a Agenzia delle Entrate - Riscossione con la quale, di recente, è stato firmato un nuovo documento che proroga l'accordo con il Comune di Napoli fino al termine del 2019; in un futuro (forse) non troppo lontano, il servizio dovrebbe essere affidato a Napoli Riscossione. Si tratta di un progetto che viene coltivato almeno da un lustro all'interno dell'Amministrazione arancione: l'idea è quella di costituire un'agenzia «in house» per il recupero dei crediti. Ai tempi in cui si lanciò il progetto di «Napoli Riscossione», con tanto di conferenza stampa di presentazione, c'era ancora Equitalia e il nuovo soggetto del Comune di Napoli avrebbe dovuto cancellarne l'oppressione e mostrare un volto più «umano» verso i cittadini. Adesso Equitalia non c'è più, non c'è nemmeno Napoli Riscossione anche se Palazzo San Giacomo non dispera: si farà. Ultimo aggiornamento: 16:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA