Bagnoli, prima grana per Floro Flores: a rischio le 27 gare per la rigenerazione urbana

Venerdì 12 Ottobre 2018 di Luigi Roano
O si fa una Cabina di regia entro il mese - al massimo la prima settimana di novembre - oppure rischia di saltare il cronoprogramma per la bonifica (e la rigenerazione urbana di Bagnoli). Sul quale già gravano ombre sinistre perché i fondi stanno per finire. Ci sono da approvare 27 gare per il risanamento dei suoli entro la metà di dicembre per far partire i primi cantieri nella primavera del 2019. E per approvare il Praru, acronimo che sta per «Programma di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana», ovvero il disegno della nuova Bagnoli. Nella sostanza bisogna dare concretezza alla nuova Variante occidentale della quale sono state approvate le linee guida, manca ancora l'ultimo passaggio fondamentale: il sì alle cosiddette «osservazioni» al Praru di Regione, Comune e gli altri soggetti istituzionali. Il tema è politico, nel senso che l'accordo è sulle «osservazioni», ma la novità è costituita dal neo commissario Francesco Floro Flores. Nomina bocciata dai grillini napoletani, compresi i consiglieri comunali. I timori sono che in un simile clima politico il commissario potrebbe avere difficoltà nello stare al passo del resto dei soggetti della Cabina di regia, e il ruolo del commissario è fondamentale per accelerare. Ha il compito di coordinamento degli interventi infrastrutturali d'interesse pubblico. Farlo con il partito di riferimento contro è oggettivamente difficile.
 
Ben 27 - dunque - le gare da assegnare entro metà dicembre con in cassa una cinquantina di milioni e nulla più. Ma per dare il via libera ai cantieri è necessario approvare il Praru altrimenti si rischia di bonificare dove non serve. È la prima grana per Floro Flores e non è piccola. Deve mettere d'accordo prima di tutto i suoi. Vero che la nomina - uscito dal recinto napoletano - lo blinda, su di lui alla fine c'è stata la convergenza del presidente della Camera Roberto Fico - suo primo sponsor - e anche del vicepremier Luigi di Maio, senza contare la presentazione molto positiva fatta dalla ministra Barbara Lezzi, che è il presidente della cabina di regia, ma avere nemici a casa propria non è il massimo. La Lezzi si sta muovendo per venire a Napoli quanto prima «per incontrare comitati e cittadini» e naturalmente i grillini. Per spiegare loro che tutti saranno ascoltati. La ministra punta a sminare il campo da ostacoli interni. Impresa non facile. Il sindaco Luigi de Magistris in questo è alleato, per ora solo a livello istituzionale, poi al primo giro elettorale tutto può accadere anche a livello politico. «Come abbiamo cooperato con Nastasi - dice l'ex pm - ancor di più coopereremo con Floro Flores che è napoletano e penso che abbia sete di una Bagnoli rigenerata come tutti noi. Basta con le chiacchiere, al Governo chiediamo fatti e concretezza». Il sindaco si dichiara pronto alla collaborazione: «Non vediamo l'ora di incontrare il commissario perché il Governo non può più perdere tempo. Su Bagnoli l'accordo è stato firmato e ora va attuato». Un monito, quello di de Magistris, anche ai rivoluzionari in divisa arancione che a Bagnoli lo hanno contestato per avere detto sì comunque a un commissariamento, istituto al quale aveva detto di no.

Per Floro Flores oltre al problema politico c'è quello altrettanto grosso dei fondi dal Governo. In cassa ci sono 50 milioni per avviare le gare ma servono mediamente 150-200 milioni per fare la nuova Bagnoli esclusivamente con fondi pubblici come ha annunciato Floro Flores. Un tema sul quale dalle parti del soggetto attuatore Invitalia ha suscitato più di quale perplessità. Visto che nel programma di rigenerazione urbana almeno il 50 per cento delle opere lo si immagina coperto dai privati, dagli imprenditori. Floro Flores evidentemente deve studiare ancora approfonditamente il dossier Bagnoli. Ultimo aggiornamento: 16:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA