Regionali Campania 2020, De Luca taglia le liste: via tre simboli su 17

Mercoledì 29 Luglio 2020

Prima il Pd di Napoli, poi Ciriaco De Mita. E ora sembra che anche Clemente Mastella inizia a essere insofferente per le troppe liste della coalizione di De Luca. Troppe 17 e molte senza riferimenti a progetti e partiti. Tema che sarà anche al centro dell'incontro di oggi al Nazareno cui sono stati convocati il segretario napoletano Marco Sarracino e quello regionale Leo Annunziata. Ma sembra che la macchina deluchiana ieri si sia un attimo fermata e stia pensando tra oggi e domani di ridurre la squadra. E tre liste verrebbero accorpate: riducendo la coalizione e frenare così i malumori.

In totale, sinora, sono 17 le liste della coalizione del governatore De Luca. Eccole: Pd, Italia Viva, le due civiche deluchiane Campania Libera e De Luca presidente, Moderati, Verdi, Davvero dell'ex parlamentare salernitano Michele Ragosta, Noi Campani di Mastella, i Popolari di De Mita, Socialisti, Centro democratico, Più Europa, Cattolici, Fare democratico, repubblicani e la lista Campania Popolare del consigliere uscente Pasquale Sommese.

Troppe secondo alcuni leader della coalizione che temono ora, come dice il Pd napoletano da settimane, di vedersi erodere il proprio consenso. E non è, ragiona un autorevole ex dc, «una gara tra partiti come è normale che sia ma tra partiti e liste che non hanno dietro alcun riferimento politico o identitario».

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«Un'ammucchiata», come ha spiegato Ciriaco De Mita, due giorni fa, senza tanti giri di parole. E pure Clemente Mastella, l'ex leader dell'Udeur, che ha investito tutto il suo consenso nel progetto deluchiano mollando il centrodestra con conseguente strappo del partito che ha eletto la moglie Sandra al Senato, in queste ore si è lamentato con alcuni colleghi della coalizione per l'affollamento. Veleni, malumori per le 17 liste arrivati anche al governatore. Anche per questo motivo è atteso un dimagrimento per le prossimo ore, con la parola d'ordine «accorpare».

Ed ecco che la lista dei Progressisti potrebbe accorparsi con quella socialisti o anche con il Pd (il dibattito è in atto tra i militanti di Articolo 1) mentre quella dei moderati di Enzo Varriale con Davvero di Michele Ragosta. Mentre Pasquale Sommese, ex assessore regionale al Turismo della giunta Caldoro, che candida il figlio 26enne Giuseppe, potrebbe trovare albergo tra i Popolari di De Mita. Dove Sommese ritroverebbe l'ex collega di centrodestra Carmine Mocerino, tra l'altro.
Si scenderebbe a 14 liste e già sarebbe una boccata d'ossigeno per chi in queste ore lamenta per i troppi commensali al tavolo della coalizione deluchiana. Anche se il pressing è scendere a 12 se non proprio a 10 come 5 anni fa.
 


Il tema sarà al centro dell'incontro, oggi a Roma tra Sarracino e Annunziata e i due membri della segreteria nazionale Nicola Oddati e Caterina Bini (responsabili, rispettivamente, dell'iniziativa politica e degli Enti locali). Convocazione al Nazareno per i due dirigenti napoletani dopo lo scontro pubblico di una settimana fa. Con il segretario napoletano Sarracino che accusa il collega regionale Annunziata di non riuscire a curare la regia della coalizione nonostante il Pd sia il maggiore partito. E sul tavolo, quindi, non solo la richiesta si smorzare le polemiche ma soprattutto la richiesta di una maggiore incisività del segretario regionale per fare pressing su De Luca. Con l'obiettivo, dicono al Pd a Roma, di chiudere la coalizione a non più di 10-12 liste. Snellire e accorpare anche per far risaltare il ruolo dei democrat in queste elezioni. Altrimenti il rischio dietro l'angolo è ritrovarsi con appena 5-6 consiglieri eletti invece dei 9 uscenti. 

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