Regionali Campania 2020, De Luca sfonda a Napoli e chiude alla trattativa con M5S per il sindaco

Mercoledì 23 Settembre 2020 di Adolfo Pappalardo

La sfida per palazzo San Giacomo è già iniziata. La lancia ieri il Pd, con il segretario Marco Sarracino, e pure i grillini. E anche Vincenzo De Luca che, con il risultato di Napoli, finalmente sfonda nel capoluogo e diventa un player importante per le prossime comunali. Non abbastanza però da dettare il nome del candidato sindaco ma abbastanza per sedersi al desco delle trattative con il ruolo che gli spetta. Ma il governatore più che scegliere un nome, vuole altro: evitare a tutti i costi che i democrat stringano un patto con i grillini. Ma è proprio questa la rotta del Pd napoletano.

«Adesso comincia la nostra partita verso palazzo San Giacomo: un partita che va affrontata con umiltà e consapevolezza e si dovrà fare assieme a Vincenzo De Luca. Con lui si sceglierà», spiega ieri sera il segretario Marco Sarracino per commentare il voto delle regionali. E aggiunge: «Non vedo incompatibile l'avvio di un percorso che coinvolga sia il M5s che De Luca. Ci sono state delle difficoltà - ammette - e ancora oggi sono rammaricato che l'M5s non abbia voluto aggregarsi al nostro progetto politico per la Regione. Però non ci vedo incompatibilità: parliamo di Napoli, di dare pari dignità a un progetto a cui deve partecipare il maggior numero di forze che si riconoscono nel campo antisovranista».
 

 

Sarracino è forte dei risultati che arrivano dai 3 comuni dove il Pd ha stretto un patto con l'M5s: «A Giugliano e Pomigliano - evidenzia - dove eravamo stati sconfitti alle ultime amministrative, siamo al ballottaggio. A Caivano, dove avevamo sempre perso, abbiamo vinto al primo turno. Questi dati certificano che questa può essere una strada importante da intraprendere insieme».

A rincarare ci sono i grillini che da ieri pomeriggio, a sorpresa, rilanciano le alleanze per le comunali dell'anno prossimo. Napoli compresa. «Sono contento che in tutti i comuni dove ci sono le coalizioni andiamo al ballottaggio: è un segnale per il futuro». Anche Napoli? «Un poco per volta...», apre addirittura il ministro Luigi Di Maio ieri a Pomigliano. «Siamo già al lavoro da tempo perché quanto di buono stiamo facendo al governo del paese possa ripetersi anche nelle singole realtà territoriali, a partire dai grandi comuni capoluogo che andranno al voto nel 2021», rimarca Luigi Iovino, parlamentare M5s che ha costruito insieme al Pd la coalizione per il sostegno ai candidati sindaci di Caivano, Giugliano e Pomigliano d'Arco.
 

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Un patto, una saldatura, che Vincenzo De Luca vuole assolutamente evitare e cercherà in tutti i modi di frenare. Ed è qui, su questo punto, che il governatore tenterà di esercitare tutta la sua pressione e far valere il peso politico che le urne gli hanno consegnato. È questo l'incasso che cerca De Luca su Napoli, dove al di là dei consensi ricevuti, non può contare su una classe dirigente a sua trazione, né su nomi davvero di peso da mettere sul tavolo. Il suo, quindi, sarà un potere di veto per evitare che a palazzo San Giacomo non si ritrovi persone ostili dopo gli ultimi 5 anni vissuti con il sindaco de Magistris. Ma per esercitare ostracismi su un patto Pd-M5s il governatore dovrà anche evitare che le scelte si decidano al tavolo nazionale. Certo se il Pd avesse vinto, come si temeva alla vigilia, solo con lui in Campania e non in Puglia e in Toscana la partita sarebbe stata più facile. Perché il potere di veto avrebbe potuto esercitarlo anche sui tavoli romani. Ma non è andata così. 

Ultimo aggiornamento: 13:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA