Regionali Campania 2020, Forza Italia candida Palummella: «Ma non sarò come una figurina Panini»

Mercoledì 19 Agosto 2020 di Valentino Di Giacomo

«Devo pensarci e ponderare bene questa scelta, già in passato mi sono state offerte candidature e non ho mai accettato ma stavolta, a 62 anni, forse è arrivato il momento giusto. Devo solo capire se candidandomi avrò effettivamente la possibilità di incidere, non voglio essere come una figurina sull'album dei calciatori». Palummella, al secolo Gennaro Montuori, è a un passo dal presentarsi alle regionali con Forza Italia. Per oltre un quarto di secolo, fino al 2000, Montuori è stato l'indiscusso capo ultrà della Curva B del Napoli quando la torcida del San Paolo era invidiata in Italia e nel mondo per il suo folclore e la squadra azzurra per avere in campo il più grande calciatore di tutti i tempi, Diego Armando Maradona.
 


Ieri, in un'intervista al nostro giornale, Antonio Tajani ha detto che Forza Italia deve lottare come il Napoli di Gattuso in Coppa Italia. Pensava a lei?
«È stato proprio il vicepresidente a cercarmi e ne sono onorato. Non voglio darmi arie, ma prima di decidere voglio riflettere un po'. Sono una persona del popolo, le elezioni regionali mi piacciono perché i politici per essere eletti devono essere votati direttamente e non, come accade negli ultimi anni, nominati dai partiti. Le preferenze le prendi se ti riconoscono che hai dato qualcosa, io credo di aver dato molto nel tifo e per l'educazione su come si vive lo sport, ma la politica è un'altra cosa».

Lei è di centrodestra?
«Ho sempre avuto simpatie per quell'area politica, ma sono un uomo libero e ho apprezzato anche De Luca per come ha gestito l'emergenza Covid cercando di responsabilizzare le persone a restare in casa».

E Caldoro, che sarebbe il suo candidato governatore, le piace?
«Con lui ho avuto a che fare poche volte, ma lo trovo una persona per bene. Bisogna pensare molto di più alle persone che ai simboli. Poi diciamocelo: in molti sono personaggi rispettabili, ma Forza Italia è Silvio Berlusconi e sono onorato che quando gli è stato riferito che pensavano di candidarmi, lui ne è rimasto piacevolmente colpito».

Berlusconi però è legato al Milan che ci tolse più di qualche scudetto negli anni '80. Lo apprezza lo stesso?
«Nel 1988 i rossoneri uscirono dal campo mentre i napoletani applaudivano con le lacrime agli occhi per il tricolore andato al Milan, noi siamo un grande popolo, non era mai successo prima e mai dopo. Per qualche anno siamo stati anche gemellati con il Milan perché lo sport è fratellanza. Quando abbiamo vinto noi a Berlusconi lo abbiamo preso in giro come con gli striscioni Anche i ricchi piangono, ma lo abbiamo sempre fatto con il sorriso e Berlusconi stesso, da signore qual è, ogni anno mi spediva un abbonamento in tribuna a San Siro. Non ci sono mai andato, ma dà la dimensione del personaggio. Lo ringrazio perché quando era presidente del Consiglio migliorò le cose a Napoli durante l'emergenza rifiuti».

Se accetterà la candidatura con Fi sarà nella stessa coalizione con Matteo Salvini, le crea imbarazzo?
«Non posso dimenticare quando cantava i cori contro i napoletani e i politici con la doppia personalità non mi piacciono. Magari si è ricreduto, lo spero, così da far ricredere pure tanta gente del Nord che ci discrimina, o forse lo fa per convenienza. Mi piace quando dice che gli immigrati devono entrare in Italia solo regolarmente: non lo dico per razzismo, ma perché le regole vanno rispettate».

Se venisse eletto qual è la prima cosa che farebbe?
«Semplicemente chiedere rispetto per Napoli e i napoletani in ogni forma e modo». 

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