«Regione Campania, su 198 compostiere di comunità solo otto attive»

Sabato 10 Luglio 2021
«Regione Campania, su 198 compostiere di comunità solo otto attive»

«Su 198 compostiere di comunità acquistate dalla Regione Campania nel 2016, a distanza di sei anni sono appena otto quelle attualmente funzionanti. Di fronte a un dato così sconcertante, appare come una beffa la recente richiesta della Regione Campania di pretendere uno sconto sulla multa da 120mila euro al giorno comminata dall'Europa per incapacità a realizzare impiantistica. Una pretesa paradossale per un'amministrazione regionale incapace di mettere in funzione anche delle semplici compostiere, tra l'altro già acquistate e che si sarebbero rivelate fondamentali per lo smaltimento dell'umido in tutti i comuni e nei quartieri più popolosi delle grandi città». Così la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Maria Muscarà, a margine di un sopralluogo nella compostiera di comunità nel comune di Cuccaro Vetere.

Responsabilità in campo anche ai tantissimi sindaci, che non hanno saputo approfittare di un'opportunità a costo zero, che avrebbe apportato notevoli benefici per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, un abbattimento notevole dei rifiuti a monte e un risparmio non indifferente per i cittadini sulla tassa per la raccolta. Basti pensare a esempi come quello di Cuccaro Vetere, che dopo essere stato nel 2011 il primo comune italiano a dotarsi di una compostiera, ha attivato una nuova compostiera al centro del paese. «Alla oggettiva negligenza della Regione nell'attivare questo tipo di impianti - ha sottolineato Muscarà - si aggiunge la scelta dei materiali, in metalli e lamiere, per realizzare le casette che li ospitano. Per evitare di rovinare l'estetica della cittadina, il Comune di Cuccaro ha infatti acquistato a proprie spese, al costo di appena 5mila euro, delle casette in legno, così da non intaccare l'arredo urbano. Nei prossimi giorni depositerò una interrogazione, per chiedere conto alla Regione della mancata attivazione delle compostiere acquistate e della scelta di materiali che sono un pugno nell'occhio per impianti a impazzo zero che dovrebbero sorgere nei centri urbani o nei pressi di parchi pubblici».

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