Sindaco di Napoli, ora Fico parla da candidato: «No a nomi imposti»

Giovedì 24 Settembre 2020 di Luigi Roano

Il presidente della Camera Roberto Fico mette in soffitta la prudenza e il calcolo politico e su Napoli esce allo scoperto. «Nessuno pensi di imporre candidati a sindaco» il suo avvertimento. E lo fa con l'autorevolezza della Terza carica dello Stato, ma anche e soprattutto da esponente di punta del M5S che si sta leccando ancora le ferite per la batosta subita alle regionali. Cerca di rialzare la testa Fico. La corsa alla conquista di Palazzo San Giacomo - atteso che il sindaco Luigi de Magistris non potrà ricandidarsi - è aperta. I grillini cercano di aggrapparsi a Napoli - dove hanno avuto molte soddisfazioni alle elezioni politiche, molte di meno alle europee e alle amministrative - per rilanciarsi. È il chiodo fisso del Pd che a Napoli perde da 10 anni battuto come i grillini da de Magistris, e si affacciano su questa ribalta altre forze politiche in formazione. Ci pensa il centrodestra, che a Napoli e in Campania esce con le ossa rotte in termini di voti assoluti persi alle regionali. C'è spazio politico per tutti purché si azzecchi il candidato. Perché per fare il sindaco di Napoli ci vuole il fisico.

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LA CORSA
Entra così in maniera tranchant il presidente della Camera nel dibattito sul futuro della città. Un dibattito che è esploso un minuto dopo la rielezione a governatore di Vincenzo De Luca ma che covava sotto la cenere già da qualche mese. «Le Comunali della prossima primavera? Serve anzitutto un tavolo nazionale, per Napoli e per le altre grandi città dove, tra le forze della maggioranza che sostiene il Governo, ci si deve parlare» racconta ancora Fico a margine delle celebrazioni di Giancarlo Siani, il giornalista de Il Mattino ucciso dalla camorra. Un tavolo che per la Terza carica dello Stato è necessario perché non ci siano fughe in avanti. L'avversario dichiarato? Naturalmente De Luca. E questo significa che la replica dell'alleanza di Governo a Napoli è tutto fuorché scontata, a oggi addirittura improbabile. Visti i rapporti di forze in campo. «Il secondo punto - aggiunge Fico - è che non possono bastare i partiti ed i movimenti politici, ma ci vogliono pezzi di società civile che stanno lavorando, e che sono importanti per dare omogeneità a tematiche per le città e per una futura coalizione». A chi sta parlando Fico? Certo a De Luca ma non solo, si rivolge anche al suo M5S e alle troppe rigidità che lo hanno portato sempre più a isolarsi a livello locale. Napoli è nel cuore di Fico, non lo ammetterà mai almeno a oggi, ma il suo sogno è fare il sindaco della sua città. E sta lavorando a questo già da tempo. Uno di quelli intorno ai quali effettivamente si potrebbe trovare una sintesi.
 

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«Per quanto riguarda Napoli - prosegue Fico - come ho già detto, nessuno pensi di imporre candidati. Dobbiamo pensare al bene della città, bisogna riuscire a creare progettualità, visioni e contenuti che ci permettano un salto di qualità». Per il presidente della Camera «chi vuole il bene della città - conclude - deve volare alto. Chi resta schiacciato su logiche differenti non vuole il bene della città. E noi a questa città vogliamo bene». In buona sostanza Fico rilancia il M5S e anche la sua candidatura a sindaco. Sempre molto presente a Napoli, anche domani sarà a Palazzo Serra di Cassano per un convegno. Un vero e proprio altolà il suo rivolto all'ala deluchiana del Pd. Difficile l'alleanza a Napoli anche perché quelli di Italia Viva lo ripetono tutti i giorni che con il M5S non ci sarà mai un'alleanza. Incredibilmente potrebbe tornare di moda l'asse con de Magistris, lo scenario attuale lo favorisce. Si formerebbero così due poli, da un lato il Pd e De Luca con pezzi di moderati, dall'altro gli arancioni e i Cinquestelle con la sinistra terzo incomodo che punta su Sergio D'Angelo.

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