Da Carosone a Sergio Bruni: i nipoti raccontano i grandi della canzone napoletana

Giovedì 4 Luglio 2019 di Benedetta Palmieri
Spesso – quando si ama un dipinto, una canzone, un libro – se ne vorrebbe conoscere anche l’autore, o quantomeno saperne di più.

Conoscere i protagonisti della rassegna “I’ m’arricordo ’e te. La canzone napoletana raccontata dagli eredi” non è più possibile, ma avere l’opportunità di ascoltare le parole di chi ha con loro un legame stretto, invece, sì.

Il ciclo – organizzato da Napulitanata (piazza Museo Nazionale 10; per maggiori informazioni e le necessarie prenotazioni: sito, pagina Fb e il numero 348/9983871) – parte questo venerdì 5 luglio, alle 21, e prosegue per i successivi venerdì del mese. Ogni serata prevede un concerto tematico, dedicato a un autore, un interprete, un artista del panorama della nostra tradizione musicale.

Ma non solo. Perché, appunto, ospiti ci saranno gli eredi di quegli artisti, che apriranno gli incontri con una chiacchierata, magari raccontando qualche aneddoto familiare o qualche curioso ricordo. 

A seguire, il collettivo musicale di Napulitanata si esibirà, come si diceva, in una selezione di brani scritti o cantati dai diversi protagonisti. 

Ma vediamo di chi si tratta. 

Questo venerdì si comincia con l’ascoltare Antonio Carosone, nipote di Renato Carosone, cui si deve – a partire dal secondo dopoguerra – l’originalità di suoni e interpretazioni che mescolavano le moderne melodie americane a quelle africane e alle nostre radici, e di brani che raccontavano pure i tempi.
Tra i suoi più celebri, “Tu vuo’ fa’ l’americano”, “Caravan petrol” o “Torero”, ma anche “’O sarracino” e “Maruzzella". 

Il 12 luglio sarà la volta invece dei familiari di E. A. Mario, autore molto prolifico, di cui segnaliamo almeno due opere (ma scrisse anche la musica della “Tammurriata nera”), piuttosto differenti tra loro: “La canzone del Piave” – ritenuta una delle più celebri canzoni patriottiche del nostro paese (una curiosità: nel 2008 Bossi la propose come inno nazionale); e la struggente e bellissima “Santa Lucia luntana” – i cui primi due versi sono incisi su una targa affissa oggi al Borgo marinari. 

Arriviamo così a venerdì 19, quando sarà ospite Eva Sansanelli, nipote di Sergio Bruni. Cosa si può dire di Sergio Bruni – interprete inamovibile della canzone partenopea, stile riconoscibile, un pezzo di storia per tutti coloro che hanno amato e amano il nostro repertorio. Nominiamo, giusto per richiamarne alla mente le suggestioni, almeno un paio di brani da lui interpretati, come “Indifferentemente” o “Carmela”. O ancora, “Luna rossa” – che ci porta dritti alla serata conclusiva della rassegna. 

Il 26 luglio l’incontro sarà infatti con i familiari di Vincenzo De Crescenzo – autore, tra le altre, proprio di “Luna rossa”: forte di un testo che seppe utilizzare il linguaggio tradizionale attualizzandolo, il brano fu considerato innovativo, quasi rivoluzionario, e divenne famoso anche in ambienti diversi come i night club; poi, si rivelò un successo mondiale. 

L’organizzazione non ha ancora reso noto chi della famiglia parteciperà, ma qui si può comunque riportare una curiosità: Vincenzo De Crescenzo è papà del cantante Eddy Napoli, a lungo pure solista dell'Orchestra italiana di Renzo Arbore, e zio di Eduardo De Crescenzo.  Ultimo aggiornamento: 10:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA