La Piazzetta di Capri si anima dei suoi personaggi del passato

Giovedì 27 Gennaio 2022 di AnnaChiara Della Corte
La Piazzetta di Capri si anima dei suoi personaggi del passato

Andersen, Jackie O., Douglas, e Hazzard tornano a Capri per una pausa caffè. La Piazzetta di Capri in pieno inverno si anima dei suoi visitatori del passato, immaginati in chiave contemporanea seduti ai tavolini del Gran Caffè, grazie all'estro creativo di Umberto Natalizio. 
Si tratta di ilustrazioni su vinile , composte da texture ed elementi grafici, pensata appositamente per le vetrine del bar , temporaneamente chiuso per riposo stagionale , ma "vivo" come se fosse aperto  e quindi visibile dall'esterno. 
Attraversando il "Salotto del Mondo" possiamo ora imbatterci in figure che hanno fatto grande il mito dell'Isola tra l'Ottocento ed il Novecento.

 


Hans Christian Andersen, tra i più grandi autori di fiabe, lo scrittore danese che definì Capri come il tetto di un castello roccioso dove abitano le sirene, e la grotta azzurra come un lago luminoso, buca delle streghe. Rivediamo Andersen all'ombra del Campanile, pensieroso e sognante,  non sembra accorgersi che a pochi passi da lui c'è l'iconica Jackie O.
Probabilmente la fascinosa first lady ha appena chiesto un aperitivo di ritorno dal suo consueto shopping tra le botteghe sartoriali dell'epoca, di cui è ancora oggi testimone La Parisienne, l'atelier che realizzò per lei gli ormai popolarissimi pantaloni a sigaretta con risvolto alle caviglie,  e che tanto amava abbinare ad una t-shirt monocolore nera , un foulard alla testa e grandi occhiali da sole. 
Dall'altro lato del bar Norman Douglas: ci piace immaginarlo in notturna, solitario, come un moderno Hopper . Lo scrittore britannico noto per il suo " Vento del Sud",  visse Capri come la sua Itaca, l'isola dove scelse di tornare, vivere e morire. Era convinto che ci fosse più storia, e mito in una piccola onda del nostro mare che nelle acque di tutti gli oceani. 
Ultima , ma solo per disposizione e cronologia, ci ha lasciati solo  5 anni fa, la scrittrice australiana Shirley Hazzard, che proprio in Piazzetta conobbe Graham Greene di cui ne fa  un acuto e affettuoso ritratto nel suo libro "Greene a Capri" . Stando a un aneddoto legato al loro incontro, Greene si trovava con un amico in un caffè e aveva cominciato a recitare ad alta voce il monologo The Lost Mistress di Robert Browning, ma faticava a ricordarne i versi conclusivi. Con sua sorpresa, la cosa riuscì invece prontamente a una connazionale seduta con suo marito al tavolo accanto. Da quel momento sarebbe nata un’amicizia durata poi decenni.
Segno che gli stessi caffè dell'Isola sono da sempre stati luoghi non solo di pettegolezzi e di voyeurismo , ma anche di grandi incontri e scambi culturali.
La Hazzard è ritratta da Natalizio già matura, probabilmente già vedova di Francis Stegmunner, quando decise di acquistare casa al Belvedere Cesina. Per arrivarci bisognava "affrontare" un bel dislivello e una sessantina di scale  ma poi si evviva ricompensati dalla splendida vista sul Mediterreao. Probabilmente la Hazzard era di ritorno da un pranzo da "Da Gemma" e stava per gustarsi un bel caffè prima di mettersi in cammino.
I colori vivaci e i motivi moderni dell'installazione di Natalizio riescono, con poco, a rendere l'inverno caprese un po' più mite e a darci la possibilità di sognare la Capri che fu. 

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