Lo scrittore Iovino: «Che emozione
l'incontro con Gorbaciov»

«Quando arrivai a Mosca, mi informarono che il Presidente Gorbačëv era in ospedale per degli accertamenti. Avevo perso ogni speranza di poterlo incontrare. Ma poi inaspettatamente si presentò nei suoi uffici per incontrarmi. Lui ama l’Italia, ed anche la Loren e Benigni. E’ un uomo pieno di vita, e mi colpì per come nonostante qualche problema fisico, si mostrò molto lucido nell’analizzare la politica russa ed internazionale. In un passaggio particolare avvertii la sua preoccupazione per il futuro dell’Europa. Spero di rivederlo per chiedergli cosa ne pensa di queste ultime elezioni europee, ma anche per dirgli che ho mantenuto la promessa che gli feci: pregare per lui ». Così Alessandro Iovino, scrittore e storico napoletano, ricorda, ad un anno esatto, il suo incontro con il Presidente Gorbačëv a Mosca, nella sede della Fondazione a lui intestata. 

Ultimo segretario del PCUS e presidente dell’URSS, si adoperò insieme al Presidente Regan per la fine della Guerra Fredda. Poi anche Premio Nobel per la pace nel 1991. Da allora, una vera icona mondiale, per tutti.
«Quello con il Presidente Gorbačëv è stato uno degli incontri più emozionanti della mia vita – ha sottolineato Iovino -: non dimenticherò mai il momento in cui consegnai nella sue mani una copia della Bibbia in russo». Sulla vita di Mikail Gorbačëv, col cui staff, ed in particolare col professor Vladimir Polyakovnonostant, Iovino continua ad mantenere un rapporto continuo, è stato lanciato a maggio scorso un film documentario del regista e scrittore, Erner Herzog.
Giovedì 6 Giugno 2019, 16:32 - Ultimo aggiornamento: 06-06-2019 16:33
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