Al Museo Plart di Napoli la mostra «La scrittura democratica» a cura di Carmen Pellegrino

Lunedì 6 Dicembre 2021
Al Museo Plart di Napoli la mostra «La scrittura democratica» a cura di Carmen Pellegrino

Un'Olivetti Valentine, macchina da scrivere nata nel 1968 dal progetto di Ettore Sottsass, è la protagonista dello scriptorium dove, su mobili e scrivanie d'epoca, sembrano aver appena battuto numeri e doppiato parole un'addizionatrice e una copiatrice americana per fatture risalenti agli anni Trenta. Statunitense è anche il porta biglietti da tavolo mentre è inglese il calamaio: entrambi prodotti negli anni Quaranta.

Nel settecentesimo anniversario della morte del Sommo Poeta, campeggia sulla parete il manifesto disegnato nel 1912 da Teodoro Wolf Ferrari e sul quale l'immagine di Dante Alighieri promuove il primo modello Olivetti di macchina per scrivere standard, la M1, progettata da Camillo Olivetti. Questo lo scenario della mostra «La scrittura democratica» a cura di Carmen Pellegrino, che è stata inaugurata giovedì 2 dicembre al Museo Plart.

«È mia opinione - spiega la Pellegrino - che i manufatti custoditi in un museo, anche se evidentemente fermi e non più soggetti al vasto divenire, vivano di vita propria». La scrittrice e storica campana, finalista al Premio Campiello 2021 con il romanzo “La felicità degli altri”, è la testimonial del video in cui racconta l'anima e la vita degli oggetti esposti. 

Video

L'esposizione conclude il programma «Novecento, così lontano, così vicino».  

«Io e i miei collaboratori - racconta Maria Pia Incutti, presidente della Fondazione Plart - sentivamo la necessità di un cambiamento e abbiamo cominciato a lavorare a questo programma. Un prisma di sguardi che dall'esterno proiettano una luce nuova sulla Collezione Plart: questo è il senso del progetto nato durante la pandemia e che poi si è tradotto in un ciclo di mostre fruibili anche off line sullo sfondo di una rimodulazione degli spazi museali e dei criteri espositivi». 

Il nuovo corso del Plart ha preso il via ad aprile con «Plastic... Free Kitchen», mostra in formato video a cura di Claudio Gambardella ambientata in una cucina vera ricostruita nelle sale del museo nella sua meravigliosa e fedele autenticità, con arredi ed elettrodomestici pastello che ci riportano nei favolosi anni Sessanta.

A settembre è stata poi la volta della mostra «Beffandomi così anche dell'infinito» a cura di Carlo Morelli, con un video che ha omaggiato la figura di Enrico Caruso nel centenario dalla sua scomparsa, e con l’allestimento di una sala dedicata al tema della plastica come memoria storica della musica.

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