Il boom del docufilm
premia le piattaforme

Domenica 26 Dicembre 2021 di Ilaria Ravarino

In principio fu «Il polpo», il film di Netflix sulla tenera amicizia tra un uomo e un mollusco Oscar nel 2020 - che per primo traghettò il pubblico delle serie tv verso un genere più impegnato: il documentario. A un anno di distanza dalla vittoria di «Il mio amico in fondo al mare», il documentario vive, grazie alle piattaforme, un florido rinascimento.

Dei 15 titoli annunciati martedì nella shortlist degli Oscar, cinque sono già disponibili in streaming e uno, il superfavorito «Flee» di Jonas Poher Rasmussen, arriverà in sala con IWonder il 24 marzo. Scoperto al Sundance Film Festival e vincitore agli scorsi European Film Awards, «Flee», la storia di Amin, un afghano che tiene nascosta la propria identità di rifugiato al futuro marito è un cartone animato danese, in shortlist in due categorie (documentario e film internazionale), con forti probabilità di essere nominato anche come miglior film. In arrivo su Disney + il 31 dicembre, «The rescue - Il salvataggio dei ragazzi» di Jimmy Chin ed Elizabeth Chai Vasarhelyi, gli stessi registi dello spericolato «Free solo», racconta la storia vera del dramma di dodici bambini intrappolati in una grotta allagata in Thailandia. Una vicenda che la prossima primavera sarà anche al cinema, in forma romanzata, per la regia di Ron Howard con Colin Farrell e Viggo Mortensen.

Sempre su Disney + è già in streaming il vincitore del Sundance, tra i favoriti agli Oscar, «Summer of soul» di Ahmir «Questlove» Thompson, documentario musicale sull'«Harlem cultural festival» del 1969 in sostegno ai diritti civili degli afroamericani. E per restare in ambito musicale, Apple tv + propone altri due titoli della shortlist: «Billie Eilish: The world's a little blurry», sul dietro le quinte dell'ultimo album della cantante, e il visionario «The Velvet Underground« di Todd Haynes. A Netflix va invece, già disponibile in streaming, il documentario «Procession» di Robert Greene, tra i film più provocatori in shortlist, con il racconto in prima persona di sei uomini sopravvissuti agli abusi sessuali subiti da bambini in chiesa. È su Netflix ma non corre per gli Oscar, nonostante sia considerato uno dei migliori documentari della stagione, «A cop movie» di Alonso Ruizpalacios, già autore di Narcos: Messico, originale mix di finzione, realtà e metacinema sulla vita dei poliziotti corrotti a Città del Messico. E se l'ambiente è il tema per eccellenza del documentario contemporaneo, la critica ha apprezzato l'originale chiave scelta da Liz Garbus per il suo «Jacques Cousteau: Il figlio dell'oceano», in streaming su Disney +, storia del celebre esploratore, regista e tecnico oceanografico. A fare la parte del polpo, quest'anno, non c'è un mollusco ma un animale da allevamento, la mucca infelice dell'animalista «Cow» di Andrea Arnold, a febbraio sulla piattaforma Mubi. In attesa che arrivi anche in Italia il documentario rivelazione di Cannes, «The velvet queen» di Vincent Munier e Marie Amiguet, viaggio introspettivo di un fotografo e uno scrittore alla ricerca del leopardo delle nevi in Tibet, dallo scorso 17 dicembre è possibile viaggiare, ma col pensiero, con lo psichedelico «Voyage of time» su Mubi: un documentario di Terrence Malick con voce fuori campo di Brad Pitt sulla nascita dell'universo e sui misteri della creazione. Sul fronte della docuserie, il titolo del momento è «The Beatles-Get back» di Peter Jackson, con le sue otto ore di filmati sui Beatles, ma per il 2022 l'attesa cresce per «We need to talk about Cosby»: una docuserie in quattro episodi sull'ascesa e la caduta della star anni Ottanta Bill Cosby, ex «papà d'America» condannato per stupro, sulla piattaforma ShowTime negli Stati Uniti dal 30 gennaio. 

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