Covid: stretta per mezza Italia, ma il pasticcio Dpcm spacca in due il weekend

Giovedì 14 Gennaio 2021 di Francesco Malfetano

ROMA Da domenica mezza Italia cambia colore. A dispetto della chiarezza richiesta dai cittadini, il governo avrebbe infatti deciso di far entrare in vigore i nuovi colori delle Regioni a partire dal 17 gennaio. Domenica appunto, spaccando il fine settimana e ingenerando la solita confusione. Anche perché invece da sabato 16 entreranno in vigore il nuovo Dpcm e il nuovo decreto (alcune delle indicazioni hanno bisogno di una fonte di diritto primaria per diventare effettive) a cui si sta ancora lavorando in queste ore. 


Al loro interno ci saranno ad esempio lo stop agli spostamenti tra Regioni e alla movida, i nuovi parametri per la definizione delle fasce di rischio (e dei colori appunto) e lo stato d’emergenza prolungato per altri 3 mesi. Bisognerà però attendere ancora qualche ora per le decisioni finali dato che stamattina è prevista una riunione con i governatori delle Regioni. In ogni caso la stretta sarà significativa dato che, come ha spiegato ieri illustrando i provvedimenti alle Camere il ministro della Salute Roberto Speranza, «l’epidemia è di nuovo in fase espansiva» e stanno aumentando terapie intensive, indici Rt e focolai sconosciuti.

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Per questo la prima mossa sarà la proroga dello stato d’emergenza fino al prossimo 30 aprile. Un prolungamento trimestrale giudicato però insufficiente dal Comitato tecnico scientifico che aveva chiesto un rinnovo fino alla fine di luglio per garantire azioni più efficaci contro i contagi e per procedere con la campagna di vaccinazione. «È stata una scelta politica - sottolineano dal Cts - ma è insufficiente se parliamo dell’epidemia».


I PARAMETRI
Tra le novità che entreranno in vigore nei prossimi giorni ci sono però anche i più stringenti parametri per l’ingresso e l’uscita delle Regioni dalle diverse fasce di rischio e l’inedita zona bianca. Un inasprimento che dopo la pubblicazione dei dati del monitoraggio settimanale da parte dell’Iss venerdì dovrebbe ad esempio costringere la Lombardia e forse la Calabria a passare in zona rossa (l’indice Rt della prima è 1,24, della seconda è 1,15). Ma i cambiamenti di fascia rischiano di essere davvero tanti. Se nessuno entrerà nella nuova area bianca (serve un’incidenza sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti e Rt sotto a 1) ben 12 Regioni hanno infatti indici di trasmissibilità prossimi all’1 o superiori e per questo dovrebbero finire almeno in fascia arancione a partire da domenica. 


LE MISURE
Per quanto riguarda i nuovi divieti resta ancora qualche nodo da sciogliere. Alcune delle misure che entreranno in vigore dal 16 gennaio saranno oggi oggetto di trattativa con i governatori. Si tratta ad esempio sul contestato divieto all’asporto per i bar dopo le 18 inviso praticamente a tutte le Regioni, l’ulteriore slittamento dell’inizio della stagione sciistica(ormai certo, ma servono i ristori) e la possibilità di raggiungere le seconde case all’interno dei confini regionali se in arancione (oggetto di deroga nel periodo natalizio). Altre misure invece sono già state concordate. Accanto alle norme inamovibili come il coprifuoco dalle ore 22 alle 5 e a quelle per i colori già definite con il Dpcm del 3 novembre scorso, ci saranno quindi lo stop agli spostamenti tra Regioni anche se gialle, il divieto di ricevere in casa più di 2 persone diverse dai conviventi (a meno che le persone in più non siano figli minorenni o persone non autosufficienti), la deroga per i piccoli comuni (sì agli spostamenti entro un raggio di 30 km se si risiede in centri abitati con meno di 5mila abitanti e non ci si sposta verso capoluoghi di provincia) e la conferma delle chiusure per palestre, piscine e sale da ballo. Discorso diverso per i musei: dopo il pressing del Mibact, con ingressi contingentati e prenotazioni obbligatorie dovrebbero riaprire anche in zona gialla. 

 

Ultimo aggiornamento: 13:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA