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Ciak si gira... e si paga: a Napoli tariffe per le immagini di musei e monumenti

Martedì 28 Giugno 2022 di Valerio Esca
Ciak si gira... e si paga: a Napoli tariffe per le immagini di musei e monumenti

Tariffe più salate per le riprese cinematografiche e battaglia nella maggioranza sulle rette degli asili nido. Due punti cardine del primo bilancio dell’era Manfredi, che fotografano due aspetti: uno più ragionieristico, che punta a mettere a sistema una risorsa, ovvero quella che vede Napoli sempre più capitale di produzioni cinema e tv; l’altro è squisitamente politico e tocca la carne viva della città e che riguarda l’accesso ai nidi comunali. 

La novità assoluta contenuta in bilancio riguarda le tariffe giornaliere per le riprese cinema e tv. Al Maschio Angioino raddoppiano, mentre entrano nei servizi a domanda individuale anche la Real Casa dell’Annunziata e il Cimitero delle Fontanelle, due luoghi spesso scelti per girare film e spot. La tabella prevede due tipologie di spesa: per le riprese fotografiche e per quelle cine-televisive. Per le fotografie con finalità divulgativo-scientifica costerà 300 euro al giorno utilizzare Castel Nuovo; se la finalità è relativa a spettacolo e intrattenimento la tariffa sarà di 600 euro; per finalità pubblicitarie sale a 1.200 euro. Per le riprese cine-televisive invece si va dai 500 euro per documentari divulgativi-scientifici ai 1.500 euro di programmi tv, fiction, lungometraggi, videoclip, web series e web radio, fino ai 2mila euro al giorno per gli spot. Costi più che raddoppiati. Basti pensare che girare un documentario l’anno scorso costava 500 euro, oggi il triplo, più del doppio costano invece gli spot pubblicitari. Se invece le produzioni vorranno bussare alla porta dell’ufficio cinema del Comune per poter utilizzare lo scenario dell’Annunziata o del Cimitero delle Fontanelle, i costi sono più ridotti: 150 euro al giorno per riprese fotografiche a sfondo scientifico; 250 per finalità di spettacolo; 500 per finalità pubblicitarie. Per il cinema e la tv: 300 euro al giorno per un documentario; 500 euro per una trasmissione; 800 euro per spot con finalità pubblicitarie. Sono entrati nei servizi a domanda individuale anche alcuni impianti sportivi di nuova costruzione, come tutta la parte outdoor del Palavesuvio. Per i nuovi campi di basket, calcio e padel c’è anche la tariffa mensile di 1.200 euro per le associazioni sportive interessate. 

La battaglia in aula per scongiurare l’iniquità delle tariffe per l’accesso agli asili nido è partita dai banchi della maggioranza. Massimo Cilenti (Napoli libera), presidente della commissione Politiche sociali, ha presentato un ordine del giorno molto chiaro: «Le tariffe incidono per il 47% sulle famiglie con redditi bassi – ha spiegato -, percentuale che si riduce via via che il reddito si incrementa. Tale situazione crea una regressività tributaria in antitesi a quanto sancito dalla Costituzione in materia di capacità contributiva». Cilenti indica la ricetta: «Si potrebbe ovviare incrementando di una fascia reddituale le attuali sette e esonerare le famiglie più disagiate, con reddito da 0 a 4mila euro, dal versare una qualunque tariffa». In pratica aggiungere la fascia Isee da 24 mila a 28mila euro e l’ultima per redditi sopra i 28mila euro. In sostanza spalmando la cifra totale (900mila euro l’incasso annuale previsto dal Comune per gli asili), ma facendo pagare di più a chi guadagna di più. Una modifica che, d’accordo con l’amministrazione, si potrebbe applicare già in fase di riequilibrio di bilancio, con la riformulazione delle fasce reddituali.

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«L’impostazione di bilancio data dall’amministrazione rischia di produrre una cannibalizzazione economica sulla pelle dei diritti della città – aggiunge Alessandra Clemente - Non devono assolutamente essere innalzate le tariffe che riguardano gli asili nido a discapito delle fasce fragili della popolazione. In questa città chi è ricco continua ad essere ricco e anche più ricco, chi vive condizioni di povertà ha sempre più difficoltà e vive sempre maggiore povertà». Infine la consigliera di Azzurri noi Sud Annamaria Maisto ritiene «illegittima la tariffa cimiteriale prevista per lo spostamento delle salme all’interno dello stesso cimitero di Poggioreale».

Ultimo aggiornamento: 30 Giugno, 08:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA