Metrò, obiettivo Capodichino: pronti 1,7 miliardi della Regione

di Paolo Barbuto

D’accordo, il corridoio arancione che collega i margini del Cardarelli alla stazione Colli Aminei è bello e soprattutto molto utile, ma a che punto sono i lavori della metropolitana? Quelli che da decenni tengono prigioniere piazze e strade della città e che sembrano eterni? Beh, la domanda posta così prevederebbe risposte sconfortanti, quindi è meglio affrontare il discorso Metropolitana diviso in piccoli pezzi, in modo da riuscire a trovare anche, e soprattutto, i lati positivi della vicenda.

Partiamo dal dettaglio più importante: il denaro. Ieri mattina il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, nel bel mezzo del discorso per l’inaugurazione dell’uscita «Cardarelli» ha tirato fuori un dato fondamentale, una boccata d’ossigeno per chi ha a cuore il futuro della Metropolitana di Napoli: «La Regione è pronta, ci sono un miliardo e settecento milioni di euro sul tavolo per completare i lavori della Linea 6 e per congiungere piazza Garibaldi con l’aeroporto di Capodichino, per poi completare l’anello della Metro Napoletana». Il fatto che quel denaro fosse in arrivo era noto, però sentirlo dire ufficialmente dal presidente della Regione fa un certo effetto, e consente di pensare con maggior positività al futuro.

Iniziamo dalla Linea 6, quella che parte dalla Mostra d’Oltremare e dovrebbe raggiungere piazza Municipio per incrociare la Linea 1 e mettere in collegamento la parte occidentale della città con il centro. Diciamoci subito che la stazione «San Pasquale» è praticamente già conclusa. A breve verranno anche avviati i lavori per cancellare le tracce del cantiere che ha invaso la strada e, probabilmente, la struttura progettata dall’architetto Boris Podrecca verrà anche inaugurata: napoletani e turisti potranno scendere e scoprire le meraviglie artistiche e architettoniche che custodisce quella stazione, però non potranno prendere il treno. La necessità di effettuare definitivi controlli di messa in sicurezza e test sui binari, porterà i convogli a raggiungere quella stazione solo nei giorni del prossimo Natale, se tutto andrà bene. Consoliamoci, però, pensando che una buona parte del caos del cantiere andrà via e inizieranno anche i lavori per rimettere in sesto la Riviera di Chiaia e anche una parte della Villa Comunale. Per il collegamento definitivo con piazza Municipio, e anche per l’apertura delle altre stazioni (Arco Mirelli e Chiaia) invece i tempi saranno clamorosamente più lunghi, forse un paio d’anni. Anche se il tunnel nel quale correranno i treni praticamente è già finito. Mancano i percorsi per raggiungere quei treni, e non è poco...

Sulla linea 1, invece, nonostante l’annunciata iniezione di denaro, grava l’ombra dell’incertezza. È noto che i lavori alle stazioni fra Garibaldi e Capodichino sono iniziati: cantieri al Centro Direzionale, a Poggioreale, però i tempi sono tutti da definire. Ieri mattina il presidente di Metronapoli, che gestisce la fase di costruzione della Metro, s’è lasciato scappare che «per completare la tratta fra Piazza Garibaldi e Capodichino sono necessari almeno altri cinque anni». E anche se a voi lettori questo tempo sembra immenso, sappiate che invece sarebbe una specie di miracolo se si riuscisse per davvero a concludere l’operazione in un solo lustro, per cui incrociate le dita e, soprattutto, auguratevi che i lavori per la stazione più importante, quella dell’aeroporto, prendano il via in tempi stretti.

Volutamente abbiamo lasciato da parte il discorso sulla stazione Duomo che ha avuto mille rallentamenti legati ai ritrovamenti archeologici e che sembra sempre sul punto di essere sbloccata. Anche in quel caso, vista la complessità della fase conclusiva della struttura architettonica disegnata da Massimiliano Fuksas, quando tutte le problematiche archeologiche saranno definitivamente risolte, occorreranno almeno 12-15 mesi prima di vedere sorgere, al centro dei «quattro palazzi», quella specie di astronave avveniristica e affascinante che indicherà l’accesso alla Metropolitana.

Resta, poi, l’annoso nodo del completamento dell’anello, ovvero quella porzione di binari che dovrà collegare l’aeroporto con Piscinola passando per Secondigliano e Miano. Gli interventi, partendo da Piscinola in direzione di Capodichino, sono iniziati da quasi quindici anni anche se ci sono stati enormi rallentamenti legati, soprattutto, a questioni di espropri di terreni sui quali avrebbero dovuto lavorare ruspe e operai. Resta anche il grande buco nero dell’ultimo pezzettino di metro, quello che da piazza Di Vittorio dovrebbe sbucare con un percorso di poche centinaia di metri all’interno della stazione aeroportuale. Quell’ultimo pezzetto è il più arretrato di tutti. E, comunque, se per completare il percorso da Garibaldi a Capodichino si ipotizzano cinque anni, per il completamento dell’anello non c’è una data già fissata. Bisogna incrociare le dita e sperare.
Giovedì 14 Aprile 2016, 00:02
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