Riapertura scuole a Napoli: niente banchi monoposto, alunni costretti a usare le sedie

Martedì 29 Settembre 2020 di Elena Romanazzi

Ritrovarsi dopo sette mesi anche se si è costretti a stare in classe con sedie utilizzate come banchi. È successo al Cuoco-Campanella. I monoposto non sono ancora arrivati. Chissà prima o poi si materializzeranno, magari entro ottobre. Ma ritrovarsi era fondamentale. Anche solo per 90 minuti come è accaduto all’Ilaria Alpi di Scampia guidata da Rosalba Rotondo. Solo un’ora e mezza di lezione, percorsi dedicati, termoscanner all’ingresso, transenne e gel per sanificare le mani. Ma la gioia, in questa scuola che è stata seggio elettorale e che conta numerosi plessi ed è stata aperta solo ieri, è stata immensa ed ha superato tutte le difficoltà. Compresa quella della mancanza dei docenti. L’organico aggiuntivo - soprannominato Covid - può essere assunto solo alla riapertura delle scuole. Danni da maltempo o infiltrazioni a parte - i casi si contano sulla punta delle dita - sono finalmente tornati in classe gli alunni dei 200 plessi per i quali era stato disposto il rinvio delle lezioni per effettuare la sanificazione post voto. 
 

 

Alice dell’ultimo anno dell’Umberto, il liceo classico nel cuore di Chiaia, non toglie la mascherina neanche all’uscita della scuola: «Ci vuole prudenza - spiega - il primo giorno lo immaginavo così, le ore sono volate via, ritrovare i compagni, i prof, anche stare seduti a ricreazione in classe poco importa, era importante tornare, speriamo che duri». Alice farà tre giorni in classe e due a distanza a rotazione, una settimana così e poi il contrario. Ieri all’Umberto era il giorno delle prime e delle V, genitori trepidanti all’uscita, tre gli ingressi diversificati proprio per evitare assembramenti e per tutti mascherina sul volto. Ludovica, invece, è al suo debutto al liceo. Spaesata, un po’ impaurita «ma sono felice anche se l’organizzazione è complessa, mi ci dovrò abituare ma va bene così, si sapeva che sarebbe stato così». Un primo giorno carico di aspettative ma anche di ansia. Fuori l’Umberto sono davvero in pochi gli alunni che all’uscita si tolgono la mascherina. Prudenza è la parola d’ordine tra tutti. Anche guardando a quanto è accaduto al Fonseca con la classe in quarantena e tanta paura fino all’esito dei tamponi.
 
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Al Pansini la dirigente Daniela Paparella non si è persa d’animo nonostante le infiltrazioni: «Dopo il nubifragio ce l’aspettavamo, ma si è deciso di fare lezione anche in palestra, nessuno di noi si è perso d’animo, si va avanti». Sulla stessa scia il Sannazaro. Ha riaperto, nessun assembramento. «È andato tutto liscio come l’olio, sono molto soddisfatto - spiega il dirigente Riccardo Gull - siamo fortunati ad avere sette varchi per ingressi e uscite, l’organizzazione messa in campo ha funzionato». Emozione fuori dal Mercalli, altro liceo storico della città guidato da Luisa Peluso. «Auguriamoci che sia un buon anno - spiega - gli ingressi sono stati scaglionati, finalmente si parte dopo tanti mesi che siamo stati lontani ma presenti con la didattica a distanza».
 
 

I tecnici delle Municipalità hanno fatto il giro delle scuole e raccolto le segnalazioni poi inviate all’assessore all’istruzione Annamaria Palmieri. Infiltrazioni già segnalate da venerdì alla Quarati del Vomero rimasta ancora chiusa, ma anche all’ex Nautico, il Foscolo Oberdan sono state segnalate infiltrazioni. E ancora al Froebeliano dove ci sono state infiltrazioni ma fortunatamente solo nella palestra. Le Comunali hanno patito di più. Quattro le scuole chiuse nella quarta municipalità per mancanza di mascherine. Giampiero Perrella, presidente municipalità, spiega che appena avverrà la consegna saranno riaperte gli istituti: due sono scuole dell’infanzia la Beltramelli e la Chiara d’Assisi, due asili nido Bice Zona e Partenope.
 

Ultimo aggiornamento: 16:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA