Napoli, liceo Genovesi senza aule: lezioni in biblioteca o in palestra, la rivolta degli studenti

Sabato 14 Dicembre 2019 di Gennaro Di Biase

Sos Genovesi: cento studenti senza classi, lezioni in biblioteca o in aula magna, folla in palestra, rotazioni fino al sabato pomeriggio. Tutto per una trattativa burocratica non risolta tra Comune e Città Metropolitana, che dal 2017 non trovano un accordo sulla gestione della succursale di via Flavio Gioia (zona Medina), i cui spazi darebbero un po’ di respiro al liceo di Napoli. Non ne possono più gli studenti: le nuove aule sono incastrate nel limbo della burocrazia da quasi 4 anni. Per questo, per la prima volta, lunedì mattina alle 8,30, sostenuti da docenti e genitori, sfileranno in corteo da piazza del Gesù in direzione di Palazzo San Giacomo, dove sperano di incontrare il sindaco. «Ci sentiamo come sardine, ma in senso letterale – commenta Martina Arcone, rappresentante d’istituto – La situazione è diventata insostenibile dall’inizio dell’anno scolastico: sono andate via 5 quinte e sono arrivate 8 prime, tutte molto più numerose delle classi diplomate». 

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Da oltre 3 anni gli studenti del Genovesi aspettano di seguire le lezioni in via Flavio Gioia. Da quando cioè i locali di piazza Cavour, ex succursale del liceo di piazza del Gesù, furono abbandonati perché a pezzi. La trattativa per i nuovi spazi in zona via Medina va avanti da allora. Al momento manca un’intesa tra Comune e Città Metropolitana per l’acquisto dell’immobile da parte di quest’ultima. A complicare la situazione, si aggiungono il problema delle «prove di carico» necessarie all’idoneità dell’edificio - che costerebbero tra i 40 e i 60mila euro - e i finanziamenti ottenuti negli anni scorsi dall’edificio in questione, che ne vincolano la destinazione d’uso a istituto scolastico fino al 2025. «Siamo disponibili a risolvere la questione anche con plessi del Comune – dice l’assessore alla Scuola del Comune, Annamaria Palmieri – I ragazzi sono cittadini di Napoli prima di essere cittadini di Città Metropolitana. Se l’ente ci farà un’offerta saremo disponibili, ma non possiamo costruire edifici che non abbiamo. Nel caso del Genovesi, Città Metropolitana ci chiese se ci fossero immobili disponibili per l’acquisto, e noi segnalammo quello di via Flavio Gioia. Le scelte da fare per la migliore collocazione degli alunni del Genovesi sono responsabilità di Città Metropolitana, devono essere loro a scegliere se completare l’acquisto. Sulle prove di carico, l’accordo si potrebbe raggiungere facilmente». 

L’accordo manca, e difficilmente Città Metropolitana comprerà l’immobile (valutato 2 milioni dal Comune). Ma qualche spiraglio, almeno sulla locazione del palazzo, si intravede nelle parole di Domenico Marrazzo, consigliere delegato alla Scuola di Città Metropolitana: «Allo stato attuale il plesso di via Flavio Gioia non è una soluzione praticabile – spiega –-. Le aule immediatamente disponibili per gli alunni del Genovesi sono quelle in piazza Carlo III, all’istituto Garibaldi. Il problema principale del plesso di via Gioia è la dimensione delle aule: sono troppo piccole, e per legge ogni studente ha bisogno di 1,98 metri quadri di spazio, che lì non ci sono. Ogni aula qui è di circa 25 metri quadri. Per questo motivo non siamo interessati all’acquisto dell’immobile: sarebbe al limite del danno erariale. Possiamo al massimo valutare la possibilità di affittarlo per le emergenze. Per i ragazzi del Genovesi cerchiamo soluzioni definitive per il prossimo anno scolastico e aule in altre scuole del centro». «Per risolvere i problemi nell’interesse pubblico – aggiunge Sandro Fucito, presidente del Consiglio comunale – occorre assumersi responsabilità. Dispiace che Città Metropolitana non colga questa esigenza di assumersi gli oneri delle prove di carico o di concertare una soluzione con il Comune». 

Nel mezzo della trattativa tra le istituzioni, ci sono gli studenti del Genovesi (circa 100 in più rispetto al 2018) e i loro disagi. «Dal corteo – prosegue Martina Arcone – ci aspettiamo un incontro col sindaco. Per noi le aule di piazza Carlo III non sono una soluzione percorribile, per problemi di orari e di distanza che peserebbero su docenti e genitori». Oltre al danno la beffa: il sovraffollamento del liceo di piazza del Gesù sta bloccando l’inizio dei lavori approvati nei mesi scorsi: «Si dovrebbero restaurare gli affreschi storici del soffitto dell’aula magna e il terrazzo del terzo piano, ma i lavori non partono per mancanza di spazi – continua la Arcone –. Siamo costretti a fare lezione in biblioteca e nella stessa aula magna». Leone Curti, altro rappresentante del Genovesi, riassume la vicenda nel comunicato scritto insieme ai compagni: «Stanchi di sperare nelle false promesse e di credere alle parole di politici che speculano sulla pelle della nostra scuola, scendiamo in piazza. Il primo documento con cui la direzione tecnica dell’edilizia scolastica si esprime a favore dell’assegnazione di una nuova sede risale a più di tre anni fa. Siamo ancora senza succursale e in una situazione di turnazioni definita insostenibile da tutte le componenti scolastiche».

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