Napoli, piazza Garibaldi non è più nuova: già vandalizzati i campetti

Lunedì 17 Febbraio 2020 di Gennaro Di Biase

Piazza Garibaldi non è già più nuova, e purtroppo si vede. Sia il canestro sia il campo di calcetto sono stati vandalizzati, l’erba delle aiuole è rinsecchita, varie scritte enormi e insensate deturpano i muri del restyling, l’arena è sporca e i clochard dormono qui anche in pieno giorno. Sono passati tre mesi da quando l’area è stata riconsegnata (era il 29 novembre dell’anno scorso) e se da un lato il melting pot colora la piazza di diverse etnie, dall’altro la sorveglianza e la manutenzione sono missioni non facili, visto che in piazza sono aperti ancora diversi cantieri e che gli spazi rinnovati sono presi d’assalto dai senzatetto. I vigili urbani ci sono e fanno buona guardia, «ma i 150mila euro di fondi speciali promessi per il nostro presidio fisso - spiega il Comando della Polizia municipale di Napoli - non sono ancora arrivati». L’area della stazione è una delle diverse zone di Napoli alla ricerca di identità, al bivio tra restyling e sporcizia, integrazione serena e degrado incivile. 

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DANNI E DEGRADO 
La retina del canestro di basket, dove giocano sorridenti ragazzini cinesi, è solo un ricordo. È rimasto solo un filo di polipropilene che ondeggia nell’aria. Distrutta anche la rete metallica del campetto di calcio: qualcuno l’ha tagliata e sollevata da terra. Nel degrado anche le aiuole degli alberi, rinsecchite e piene di escrementi di cani. La vita sporca, si sa, ma in piazza Garibaldi la sporcizia è davvero troppa durante il giorno. Specialmente nell’arena, teatro del sole, della folla, ma anche del bivacco: «L’anfiteatro è diventato il luogo di ritrovo di chi fuma marijuana - sospira Gennaro Sportiello, edicolante - All’inizio si sedevano coppiette e turisti, ma oggi la situazione è cambiata. Ho segnalato ai vigili che c’è una vendita ambulante di caffè e noccioline nell’arena. E questo determina gran parte della sporcizia. Alcuni clochard l’altro giorno hanno steso coperte a terra per provare a dormire nell’anfiteatro. Sui gradoni si fuma così tanta erba che la sera, quando torno a casa, ho l’impressione di essermi drogato anch’io. Nell’arena serve un presidio fisso. Ogni mattina quando apro l’edicola c’è un letamaio tra i gradoni. L’associazione 25 giugno arriva a pulire intorno alle 9». C’è di tutto nell’anfiteatro. Birre, nocciolini, vino, vomito. Inciviltà. 
 

 

CANTIERI
Poco più in là, verso la stazione, c’è tanfo di orina a tutte le ore del giorno e della notte. Un clochard dorme in pieno giorno sotto il sole del lato rinnovato di piazza Garibaldi. Non è l’unico. Ha steso coperte e cuscino di fianco al muro del parcheggio, su cui campeggia già una scritta senza senso. Un’altra mano rispetto a quella che ha imbrattato il muro altrettanto nuovo pochi metri più avanti. Anche nell’arena c’è una grossa scritta insensata. E si notano lenzuola e coperte già stese, pronte per altri letti di fortuna. Siamo dal lato dei due cantieri ancora aperti: «Uno serve per i bagni dei dipendenti pubblici - racconta Giuseppe Iliade, del negozio Barbato - L’altro invece è stato riaperto un paio di mesi fa, poco dopo la riconsegna della piazza: scorre l’acqua giù in metropolitana e quindi stanno impermeabilizzando la pavimentazione. Per quanto riguarda il degrado, purtroppo il verde degli alberi è diventato il water dei cani. I casotti di alluminio sono l’orinatoio dei senzatetto». C’è anche un terzo cantiere: quello della statua di Garibaldi, ancora transennata. 

MELTING POT 
C’è anche il bello, nella nuova piazza Garibaldi. Il sole scalda il melting pot. Le partite di basket e calcetto diventano spesso incontri internazionali tra ragazzini napoletani, africani, o cinesi. La primavera si affaccia sulle giostrine, e i piccoli immigrati di seconda generazione, vestiti a festa per Carnevale, si arrampicano sul gazebo. I passanti sorridono. Una bella scena. Ma i problemi di manutenzione restano, purtroppo, e si vedono tutte nelle aiuole rinsecchite, nelle foglie scarne degli alberi appena piantati, nella sporcizia che domina l’arena. «Si sta meglio di quando c’erano i cantieri - dice il giovane Giuseppe Facciuti del Caffè del Professore - Passa più gente da questo lato della piazza, da quando è stata riconsegnata, almeno un 20 per cento di persone in più. La pulizia lascia a desiderare. Servirebbero più dipendenti comunali a occuparsene». Fuori dal suo bar si vedono altri locali di fresca apertura (sia di kebab sia di prodotti partenopei), si incontra il napoletano che prova insistentemente a vendere sigarette di contrabbando e si è costretti allo slalom tra le solite decine di bancarelle di ambulanti stranieri con borse e cianfrusaglie da mercato nero. Il tempo dei cantieri è passato in piazza Garibaldi. Quello dell’anarchia ancora no.

Ultimo aggiornamento: 18 Febbraio, 13:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA