Vaccini, ora chi mente rischia il carcere: ma resta il rebus sui controllori

Venerdì 6 Luglio 2018 di Mauro Evangelisti

ROMA L’unica cosa certa è che la data del 10 luglio come termine ultimo per presentare la documentazione sulle vaccinazioni salta. Più chiaramente: i bambini possono essere iscritti a scuola senza un certificato che dimostri che il bimbo è in regola con i dieci vaccini. Su tutto il resto, regna una discreta confusione.
Domanda: ma almeno l’autocertificazione annunciata ieri dalla ministra della Salute, Giulia Grillo, va presentata entro il 10 luglio? No. Dimenticate quella data, ma ricordate che se dichiarate il falso rischiate una denuncia perché si tratta comunque di un illecito penale: si rischiano - teoricamente in questo caso - due anni di carcere.

DISPOSITIVI
Problema: chi controlla? Di fatto nessuno, si parla genericamente di verifiche a campione delle Asl. Ieri la Regione Lazio, ad esempio, rivendicava il fatto di avere attivato l’anagrafe dei vaccini (con l’inserimento dei dati di 458.850 alunni e di 3.633 plessi scolastici) e dunque scuola e Asl possono incrociare i dati. Ma appare molto improbabile che un preside o un direttore generale Asl possano decidere di non fare entrare un bambino o di denunciare i genitori. In linea di massima l’autocertificazione va presentata entro l’inizio dell’anno scolastico, ma vale solo per i bambini del primo anno del nido, visto che le slide diffuse dai Ministeri della Salute e della Pubblica istruzione spiegano: «Per i minori da 6 a 16 anni, quando non si tratta di prima iscrizione resta valida la documentazione già presentata per l’anno scolastico 2017-2018, se il minore non deve effettuare nuove vaccinazioni o richiami». 

Per questa fascia d’età, la legge Lorenzin comunque non prevede (prevedeva) l’allontanamento da scuola, ma una multa. E per quelli da 0 a 6 anni che, in teoria, non dovrebbero essere iscritti se non sono stati vaccinati? «Per i minori da 0 a 6 anni può essere presentata una dichiarazione sostitutiva di avvenuta vaccinazione». Il Ministero della Salute parla anche di attivazione dell’Anagrafe nazionale dei vaccini, ma da alcune Regioni (governate dal centrosinistra) fanno notare: la circolare che di fatto cancella la data del 10 luglio e affida tutto a una autocertificazione, alimenta la confusione. «Da noi non si porta alcuna autocertificazione», dice l’assessore regionale alla Salute della Toscana, Stefania Saccardi. Alessio D’Amato, assessore regionale alla Sanità della Regione Lazio: «Ora le famiglie dovranno anche pensare a produrre un’autocertificazione, fino ad oggi vaccinavi il bambino e tutto era risolto. Se invece con il ricorso all’autocertificazione si vuole fare passare il messaggio che nessuno controlla, occhio: immaginiamo una classe in cui ci sono un bimbo immunodepresso e uno cui genitori dichiarano, mentendo, di averlo vaccinato. Il secondo si ammala di morbillo e contagia il primo. A quel punto le conseguenze penali sarebbero gravissime». L’ex ministro Beatrice Lorenzin invita a non compromettere «l’obiettivo della salute di tutti».

L’ALLERTA
Domanda delle domande: il Ministero dice che resta l’obbligo della vaccinazione, ma che senso ha se nessuno controlla? «I genitori che rifiutassero definitivamente la vaccinazione dei figli ai fini della frequenza scolastica andrebbero incontro alle sanzioni al momento previste dall’attuale legge sull’obbligo vaccinale, ed i loro figli andrebbero incontro all’esclusione della frequenza scolastica», ha chiarito il coordinatore del nuovo Tavolo di esperti indipendenti del ministero della Salute, Vittorio De Micheli. In sintesi: prendi la multa solo se dici apertamente che vuoi andare a 180 chilometri all’ora sul Lungotevere, ma se autocertifichi che rispetti i limiti nessuno ti fa la multa. Tra l’altro, che lo strumento dell’autocertificazione sia fragile, lo dimostra un altro fatto inedito: un ministro della Repubblica lancia un appello ai cittadini perché non mentano. Ha detto ieri la Grillo: «Per favore non fate false autocertificazioni».

Ultimo aggiornamento: 7 Luglio, 11:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA