Mimmo Lucano a Riace ottiene solo 21 voti (e non entra in Consiglio)

Martedì 28 Maggio 2019
Mimmo Lucano

Una manciata di voti per Mimmo Lucano nel mare dei consenti per la Lega. «Sono triste ma bisogna prendere atto che la vita è così». Così Domenico Lucano ha commentato l'esito del voto che lo ha visto escluso dal Consiglio comunale di Riace. nel suo paese gli elettori erano 1808, hanno votato in 1107, ma alla Sinistra sono stati dati solo 21 voti. 

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«Adesso, visto che non c'è più il pericolo di reiterazione del reato - ha aggiunto Lucano - spero di recuperare la mia condizione di libertà e poi ritornare. A mio avviso il processo legato all'accoglienza potrà ricominciare perché non è legato alla gestione degli enti locali».

«Oggi, a Riace - è il pensiero dell'ex sindaco - non c'era semplicemente il rinnovo di un Consiglio comunale, era un'occasione per capire, dopo tanti anni in cui si era sperimentato un laboratorio politico di un'idea legata al tema dell'immigrazione, dove andavamo». Il paese si è scoperto leghista, con il partito di Matteo Salvini al 30% nel voto per le europee.
 

«Sì - è il commento di Lucano - ma non ci dobbiamo autocommiserare. Dobbiamo prendere atto e capire soprattutto che deve continuare il nostro impegno. Partiamo da questo dato di fatto, che ci siamo svegliati sotto una nuova luce che io, anche sul piano politico, ho definito un'idea della disumanità. Mi chiedo come ci possa essere questa deriva della società verso un orizzonte di chiusura, di discriminazione, di autoritarismo. Facciamo fatica a capire come può succedere ma intanto è la realtà. Per quanto mi riguarda la speranza non la perderò mai. Perché hanno votato Lega? Intanto nelle piccole realtà spesso si creano forti contrapposizione. Ho fatto tre legislature e inevitabilmente ci sono gli scontenti e poi ci può essere motivo fisiologico di volere cambiare. In democrazia è un alternarsi, anche se l'idea che sta dietro alla lega non c'entra niente con la democrazia. Ma penso anche che abbia influito questa aggressione che c'è stata rispetto ai progetti Sprar».

Lucano adesso pensa anche alla sua condizione ed al divieto di dimora che gli è stato imposto. «Ho affrontato la partecipazione alla vita politica prima del voto - ha detto - da esiliato. Questo mi umilia la coscienza. Mi chiedevo quale reato così grave ho fatto per essere così pericoloso da non poter essere presente nel mio comune per più di due ore. Ovviamente la campagna elettorale è stata danneggiata ma non voglio trovare alibi o giustificazioni. A Riace c'è una nuova realtà e dobbiamo prenderne atto. Questo nuovo corso sembra legarsi a questa onda nera che attraversa i cieli perché si lega ad una dimensione della destra anche in Europa». L'accoglienza, comunque, secondo Lucano, «potrà ricominciare. Quando è iniziata non ero neanche consigliere. Quindi una prima fase non è stata istituzionale.

Lo è diventata dopo 7, 8 anni quando sono diventato sindaco e ho avuto gli strumenti per strutturare questo processo in maniera più globale. Da sindaco ho fatto da testimone. In tutte le parti del mondo volevano capire il tema globale dell'accoglienza che divide il mondo in una piccola realtà era diventata un'occasione di riscatto. Adesso torneranno Wim Wenders e Vinicio Capossela. Continueremo». «Al nuovo sindaco - ha aggiunto Lucano - faccio gli auguri non di circostanza. Ovviamente se le sue posizione politiche sono quelle di sostenere la Lega io sarò antitetico non solo a livello locale. Faccio parte di una idea di onda rossa che vuole credere che si possano creare società senza quelle barriere che, come dice il Papa, non fanno vedere gli orizzonti. E non è vero che ho pensato poco ai riacesi.

La realtà è che proprio grazie agli immigrati c'è stato un vento straordinario che ha fatto rinascere Riace». «Se cambierei qualcosa? Riguardo al tema dell'accoglienza niente», ha concluso Lucano.

Ultimo aggiornamento: 29 Maggio, 07:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA