Omofobia, la Camera approva la legge a scrutinio segreto

Mercoledì 4 Novembre 2020

La Camera ha aprovato con scrutinio segreto la legge per contrastare l'omotransfobia, la misoginia e le violenze contro le persone disabili. I sì sono stati 265, i no 193, gli astenuti 1. L'approvazione è stato salutata da un prolungato applauso della maggioranza. La legge va ora in Senato.  Dopo che il presidente Fico ha proclamato il risultato della votazione, tutti i deputati di maggioranza si sono alzati in piedi ed hanno applaudito a lungo.

Proteste sono state invece sollevate dal Centrodestra. Nel momento in cui il presidente della Camera Roberto Fico ha indetto la votazione finale sul ddl omofobia, tutti i deputati di Fratelli d'Italia hanno indossato un bavaglio e si sono alzati in piedi. Fico aveva inizialmente chiesto ai commessi di intervenire, ma in considerazione del fatto che non si trattava di cartelli ma di bavagli posti sul viso dei deputati, gli assistenti parlamentari non sono intervenuti perché le distanze sarebbero state troppo ravvicinate. I deputati della Lega hanno urlano in coro «libertà libertà»

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Sono cinque i liberal di Forza Italia che hanno votato a favore della legge contro l'omotransfobia e la misoginia. Si tratta di Giusi Bartolozzi, Renata Polverini, Stefania Prestigiacomo, Elio Vito e Matteo Perego, che hanno annunciato la propria posizione in dissenso dal gruppo in Aula.

«Con l'ok alla legge contro l'omotransfobia la Camera lancia un primo chiaro segnale di civiltà. La battaglia va vinta definitivamente. Non possiamo ripetere i fallimenti del passato e speriamo ora in un iter rapido al Senato. Il prossimo passo sarà una legge per una commissione indipendente contro le discriminazioni e a tutela dei diritti umani. Ci stiamo lavorando in commissione con l'obiettivo di avere istituzioni forti e indipendenti che difendano la ricchezza della diversità» ha dichiarato Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera e deputato del MoVimento 5 Stelle. «Anche su questo fronte il Parlamento deve cancellare un ritardo di decenni. Siamo tra i pochissimi Paesi in Europa a non avere un organo indipendente per la protezione dei diritti umani e per il contrasto alle discriminazioni. Il testo approvato oggi dall'aula è stato migliorato da diverse sollecitazioni della commissione Affari Costituzionali», conclude Brescia.

 

 

 

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