Berlusconi, l'autocritica (a metà) di Zangrillo scatena l'ira dei forzisti: non ha protetto il Cavaliere

Sabato 5 Settembre 2020 di Giuseppe Scarpa

Definire il Covid-19 un virus «clinicamente morto» è stata «un’affremazione stonata». A più di tre mesi da quando si espresse in questi termini, Alberto Zangrillo fa retromarica. L’occasione in cui rimangia le considerazioni rappresentate il 31 maggio è il primo bollettino sulle condizioni di Silvio Berlusconi. L’ex premier è ricoverato all’ospedale San Raffaele con un principio di polmonite bilaterale. 

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In pratica il primario di Anestesia e rianimazione e medico personale del Cavaliere ritratta in parte quanto detto a fine maggio riguardo al coronavirus «che clinicamente non esiste più». Parole che, all’epoca, provocarono lo “sconcerto” da parte del Consiglio superiore di Sanità. Adesso dopo i casi dei pazienti - amici Berlusconi e Flavio Briatore, il medico cambia registro: «Esiste una quota rilevante di soggetti asintomatici-positivi, la larga maggioranza, ma in una situazione come quella che si è venuta a creare questa estate, ci possono essere persone che possono avere una blanda sintomatologia». 
E poi, aggiunge ancora Zangrillo, cercando di giustificare le affermazioni che destarono stupore: «Non nego che il 31 maggio in una trasmissione dissi, sollecitato provocatoriamente, che il virus è clinicamente morto, ho usato un tono forte, probabilmente stonato, ma fotografava quello che osservavamo e continuiamo a osservare».

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Tuttavia la retromarcia di Zangrillo ha suscitato nuovi malumori all’interno di Forza Italia. Di fatto una certa irritazione in ambienti azzurri è emersa nei confronti dell’esposizione mediatica di Zangrillo, anche perché il medico farebbe parte del «club» - si commenta all’interno del partito fondato dal Cavaliere - di coloro che minimizzano i rischi legati al virus. Con il sospetto che questo atteggiamento possa aver determinato un abbassamento delle barriere.  Fatto che - secondo qualcuno in Fi - anche lo stesso Berlusconi non avrebbe apprezzato. 
«L’umore del presidente non è dei migliori, e anche il mio», ha confessato il primario del San Raffaele in conferenza stampa.

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L’ultima apparizione del Cavaliere è stata giovedì, in collegamento telefonico con Genova. L’ex premier era reduce da qualche giorno di febbre. Familiari e vertici di Forza Italia avrebbero preferito che Zangrillo lo tutelasse di più, impedendogli di fare campagna elettorale, seppure «a distanza». 
Stesso ragionamento sui tempi del ricovero. Chi appartiene alla cerchia più stretta di Berlusconi sa che proprio lui è il primo a non volersi fermare, a non considerare l’ipotesi di finire all’ospedale: però da Zangrillo ci si aspettava una decisione più tempestiva. Insomma, che il medico si imponesse sul paziente. C’è infatti all’interno del partito apprensione per le condizioni del leader azzurro, per il «quadro clinico pregresso» e per l’età: «Tra qualche giorno compie 84 anni», ha ricordato lo stesso Zangrillo. Il medico ha però smentito «le narrazioni relative ai supporti di ossigenoterapia». Tutto ciò non placa le polemiche, visto che lo stesso medico di fiducia aveva sostenuto che Berlusconi era asintomatico.
 

Ultimo aggiornamento: 10:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA