Cucchi, De Magistris: «Adesso Salvini e Meloni chiedano scusa alla famiglia»

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«Ci sono voluti 9 lunghissimi anni, ma finalmente la verità sulla morte di Stefano Cucchi sta emergendo al di là dei depistaggi di Stato e delle falsità: per noi, quel corpo martoriato ha parlato fin da subito. La speranza è che ora sia fatta giustizia: per Stefano, Ilaria e tutta la famiglia Cucchi». Lo dichiarano i membri della segreteria di Dema, movimento politico fondato dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris e da sempre al fianco di Ilaria Cucchi nella sua lotta.  «In questi anni ne abbiamo sentite di tutti i colori - aggiungono gli esponenti della segreteria di Dema - e Stefania ha dovuto sopportare angherie di ogni genere. C'è chi ha fatto carriera politica offendendo la memoria di Stefano e della famiglia Cucchi: è giunto il momento che rappresentanti dello Stato in primis chiedano scusa e accettino la verità per quanto tremenda essa sia. Noi non dimentichiamo che Giorgia Meloni è arrivata a sostenere che andava abolito il reato di tortura perché impedisce agli agenti di fare il loro lavoro. L'attuale ministro Salvini ha dichiarato pubblicamente che Ilaria gli 'faceva schifo'. La destra italiana si è macchiata di un'indegna difesa a spada tratta di chi ha ucciso un ragazzo a sangue freddo». 

Stefano Cucchi, ribadiscono gli esponenti di Dema, «è stato vittima di un pestaggio mortale da parte di uomini che disonorano quella divisa e che non meritano di rappresentare le forze dell'ordine, composte in maggioranza di donne e uomini che operano per la sicurezza del Paese e dei suoi abitanti. Ci aspettiamo che il Governo non stia a guardare dall'altra parte e a far finta di nulla».
Giovedì 11 Ottobre 2018, 20:56
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3 di 3 commenti presenti
2018-10-12 02:19:17
E' stato in primis vittima di un abuso scellerato di sostanza stupefacenti, da cui nemmeno l'interessata sorella è riuscita a difendere. Come si dice, era un morto che camminava.
2018-10-12 00:22:06
salvini.....VERGOGNA!!!!!!
2018-10-11 21:58:54
certamente la morte del giovane non è stata giusta, ma qualcuno, familiari compresi, si è mai chiesto in quale modo il giovane si procurasse tanto denaro per le suer necessità di tossicodipendente?

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