Foggia, appalti e sospetti: l'ombra dei clan fa tremare la città, in fiamme l'auto del vicepresidente del Consiglio comunale

Mercoledì 24 Marzo 2021 di Gigi Di Fiore
Foggia, appalti e sospetti: l'ombra dei clan fa tremare la città, in fiamme l'auto del vicepresidente del Consiglio comunale

Ha preferito lasciare, dopo aver trovato distrutta per un incendio la sua Mercedes. Il vice presidente del Consiglio comunale di Foggia, Giulio Scapato, avvocato da oltre 20 anni in politica, si è dimesso. E la Procura di Foggia apre un'indagine conoscitiva. Foggia torna sotto i riflettori, con una presenza criminale da record di estorsioni e attentati. Ben 60 omicidi e 67 tentati omicidi negli ultimi anni, centinaia di richieste di pizzo, due inchieste della Dda alla fine dello scorso anno: la Capitanata si conferma zona d'allarme per le attività mafiose. E le istituzioni ne subiscono il clima. L'incendio all'auto del vice presidente del Consiglio comunale è solo l'ultima spia di un contesto difficile.

Il 9 marzo scorso, si è insediata al Comune la Commissione d'accesso, chiesta da una relazione di 17 pagine del prefetto Raffaele Grassi. «Collegamenti ambigui e discutibili di amministratori con soggetti orbitanti se non appartenenti a gruppi mafiosi locali», scrive il prefetto, nella premessa all'insediamento della commissione, costituita dal vice capo della Mobile, Maurizio Miscioscia, il vice prefetto Ernesto Liguori e il tenente dei carabinieri Francesco Colucci. Da monitorare più appalti, segnalati come condizionati dalla criminalità mafiosa: servizi cimiteriali, videosorveglianza, tributi, ritardi nell'attuazione delle interdittive antimafia. 

L'insediamento della Commissione d'accesso ha alimentato ulteriori tensioni e polemiche, in un clima politico già incandescente. A gennaio, il presidente del Consiglio comunale, Leonardo Iaccarino, viene sfiduciato per un video che lo vede esplodere colpi di pistola a salve nella notte di Capodanno. Il suo ricorso al Tar è stato respinto e il vice presidente Scapato per due mesi ha presieduto l'assemblea da facente funzioni. Ieri mattina, alla terza votazione, l'elezione del nuovo presidente, Lucio Ventura, con i 12 consiglieri di opposizione, assenti, a sollecitare lo scioglimento.

Tre gruppi mafiosi in contrasto, sullo sfondo gli affari della vendita della droga e delle estorsioni. Una «criminalità mafiosa forte, arrogante e violenta» dice il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho. Scrive la Direzione investigativa antimafia: «Nonostante lo stato di detenzione di molti affiliati, la perdurante continuità nelle attività criminali delle tre batterie mafiose è garantita da nuove leve». Manovalanza straniera nei «lavori sporchi» violenti, prestanome per l'intestazione fittizia di beni da riciclaggio sono alcune caratteristiche della mafia foggiana.

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In questo clima, si inseriscono le intercettazioni e le due inchieste dello scorso anno che hanno scosso il mondo politico foggiano, come la conversazione sull'appalto di videosorveglianza tra la consigliera di Fdi ex leghista Liliana Iadarola e un indagato per estorsioni, o la mancata applicazione per sei mesi dell'interdittiva antimafia disposta dalla Prefettura a una ditta, la Ctm, ritenuta vicina al clan Trisciuoglio. E poi le segnalazioni dei defunti per aiutare il racket alle pompe funebri, su cui la Procura indaga, o le dichiarazioni sui voti delle cosche a esponenti della maggioranza di centro-destra verbalizzate al pregiudicato detenuto Leonardo Francavilla dell'omonima famiglia mafiosa. Dichiarazioni che gettano ombre sul sindaco leghista Franco Landella. Ma il sindaco ha annunciato piena collaborazione alla commissione d'accesso e replica: «Guido un'amministrazione trasparente e sono pronto a contestare ogni sospetto su qualsiasi appalto. Ho attivato 259 telecamere di video sorveglianza e ce ne saranno 564 entro la fine dell'anno. Molti addebiti vanno ricondotti all'attività della precedente amministrazione». 

Ultimo aggiornamento: 13:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA