Sono 6.800 i militari italiani in missione all'estero: ecco le immagini del loro Natale

di Ebe Pierini

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Una rete mimetica all’occorrenza può anche diventare una capanna e ospitare un presepe, un cumulo di tavole di legno può dar vita ad un albero di Natale. É così che i soldati italiani sono riusciti a ricreare l’atmosfera delle festività anche a migliaia di chilometri da casa, in Iraq. Sono 6.800 i militari che hanno trascorso il Natale in missione all’estero e che festeggeranno l’arrivo del nuovo anno lontano dalle loro famiglie. Ad essi si aggiungono i 7.200 che sono impiegati nell’operazione “Strade sicure”, in “Mare Sicuro e che fanno parte del task group Genio. Un totale di 14.000 uomini e donne che lavoreranno anche durante le festività. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha ringraziato tutti questi militari che “contribuiscono al prestigio dell’Italia nel mondo grazie al loro brillante e generoso operato” dando prova di sacrificio, professionalità, altissimo senso di responsabilità e di coraggio.

Sono oltre i 1000 soldati italiani impegnati in Iraq, nella missione Prima Parthica, nell’ambito della coalizione anti daesh e sono impiegati nell’addestramento delle forze armate e di polizia irachene, nel garantire la sicurezza dei lavori presso la diga di Mosul e nell’assicurare capacità il personnel recovery  con elicotteri dell’Esercito. È stato un prete iracheno di rito siro caldeo a celebrare per loro, in lingua italiana, la Santa Messa della notte di Natale sotto una tenda pneumatica. A mezzanotte per tutti spumante e panettone giunti dall’Italia. In occasione delle festività i militari italiani hanno raccolto delle offerte da destinare all’orfanotrofio della città di Erbil che ospita la sede del contingente. “In questi giorni piacerebbe a tutti essere vicini alle nostre famiglie, dove ognuno di noi ha lasciato i propri cari, piacevoli ricordi , affetti e momenti dal sapore di festa e serenità  - ha commentato il generale Roberto Vannacci, alla guida del contingente italiano in Iraq – Stiamo portando avanti il nostro dovere e quello che facciamo oggi è importante per la sicurezza e la stabilità di questa travagliata Regione”.

In Libano ci sono attualmente 1.127 soldati. La Santa Messa di Natale, alla quale ha assistito anche il generale Rodolfo Sganga, comandante del contingente italiano su base brigata paracadutisti Folgore, è stata celebrata a Shama, presso il comando del settore ovest della missione Unifil, dal cappellano militare don Filippo. La celebrazione del 25 si è svolta invece  nella cattedrale San Thomas a Tiro ed è stata celebrata dal vescovo greco cattolico melechita Abbrass il quale, nel corso della cerimonia, ha ringraziato Unifil per quanto i soldati italiani fanno per la sicurezza.
 
 

In Afghanistan, dove i soldati italiani sono 900, per celebrare la funzione della notte di Natale è giunto dall’Italia l’ordinario militare, monsignor Santo Marcianò. Alla Santa Messa ha preso parte anche il generale Gianluca Carai, comandante del contingente italiano su base Brigata Sassari. Per tutti i nostri militari un brindisi a mezzanotte ed una fetta di panettone per non dimenticare la tradizione.

È stata concelebrata nella chiesetta di Camp Villaggio Italia, dai cappellani italiano, sloveno e austriaco, in rappresentanza dei diversi contingenti presenti in Kosovo, la Santa Messa di Natale alla presenza anche del colonnello Ettore Gagliardi, comandante del 185° reggimento artiglieria paracadutisti Folgore e del contingente italiano che oggi conta 538 unità.

Si sono simpaticamente presentati a mensa per il pranzo di Natale con un cappellino da Babbo Natale i marinai della brigata San Marco che sono in servizio nella base di Gibuti, in Africa. Altri marinai, a bordo, sul ponte della nave, di notte, hanno disegnato un albero di Natale con le luci di segnalazione.

Non rinunciando alle tradizioni, allestendo un presepe anche con materiali di fortuna, addobbando un piccolo albero, raccogliendosi in preghiera davanti alla statua del bambinello, assaporando i sapori di casa, i soldati italiani hanno potuto sentire un po’ dell’atmosfera di casa. Gli auguri scambiati via Skype o in videochiamata li hanno aiutati ad accorciare la distanza dalle famiglie anche se è impossibile azzerarla. Intanto il premier Paolo Gentiloni, dal ponte di nave Etna, ha annunciato la nuova missione italiana in Niger per contrastare il traffico di esseri umani e il terrorismo. 
Lunedì 25 Dicembre 2017, 21:53 - Ultimo aggiornamento: 26 Dicembre, 12:20
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