Usa, Castro rompe gli indugi e si candida alla presidenza: è l’incubo di Trump

di Luca Marfé

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NEW YORK - L’incubo di Donald Trump? Un “messicano” presidente degli Stati Uniti d’America.

Le virgolette sono d’obbligo per Julián Castro, nato 44 anni fa a San Antonio in Texas ed ex (brillante) studente di Stanford e Harvard. Laureato in legge, già sindaco della sua città dal 2009 al 2014 nonché segretario della Casa e dello Sviluppo Urbano durante l’amministrazione Obama.

Americanissimo, dunque, ma di origini messicane. E, da poche ore, formalmente candidato alla Casa Bianca.



Sarebbe l’apoteosi, insomma, della narrativa di The Donald stando alla quale i “latinos” approderebbero negli Usa per rubare il lavoro agli americani.

E così, tra le fila del fronte democratico prende forma un sogno degno della più avvincente delle scenografie hollywoodiane.



«Quando mia nonna è arrivata qui, circa cento anni fa, sono sicuro che non avrebbe mai potuto neanche immaginare che, soltanto due generazioni più tardi, uno dei suoi nipoti avrebbe servito il proprio Paese come membro del Congresso degli Stati Uniti mentre assieme a tutti quanti voi pronunciava queste parole: “sono candidato come presidente degli Stati Uniti d’America!».



Una dichiarazione da brividi quella gridata tra le lacrime alla sua San Antonio.

Un uomo che è già un simbolo, giovane e inclusivo, di una comunità troppo spesso maltrattata e vittima sacrificale di una retorica sulla quale Trump ha costruito parte della sua fortuna elettorale.

Troppo presto per stabilire se i numeri e la storia si possano rovesciare da qui al 2020.
Ma il sogno, o l’incubo, comincia adesso.
E ha il nome e il volto di Julián Castro.
Mercoledì 16 Gennaio 2019, 16:54
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