Mali, attacco all'hotel Radisson, 21 morti. Liberati gli ostaggi, caccia ai sospetti

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E' di 21 morti, inclusi 2 terroristi, il bilancio dell'attacco di un gruppo armato di jihadisti entrato nell'hotel Radisson Blue di Bamako, la capitale del Mali, prendendo 170 ostaggi (140 turisti e 30 persone dello staff).

Le forze di sicurezza maliane danno la caccia in queste ore a più di tre sospetti terroristi che avrebbero partecipato all'attacco all'hotel di Bamako ieri: lo ha detto un comandante dell'esercito maliano, Modibo Nama Traore, secondo quanto riporta il quotidiano britannico The Guardian.



In precedenza, un funzionario della sicurezza maliana aveva detto che le forze di sicurezza «stanno cercando attivamente tre sospetti che potrebbero essere stati coinvolti nell'attacco di venerdì all'hotel Radisson Blu» di Bamako
.







Per il corrispondente di al-Jazeera, l'attacco al Radisson è arrivato del tutto inaspettato, perché l'albergo si trova in una delle zone della città considerate più sicure. L'attacco è stato rivendicato dai gruppi terroristici al-Mourabitoun e al-Qaeda nel Maghrab islamico.






Ci sono anche sei cittadini russi tra i 19 ostaggi uccisi nell'attacco di ieri all'hotel Radisson di Bamako. Le vittime erano dipendenti della compagnia aerea Volga-Dnepr, con sede a Ulianovsk: l'omonima regione ha proclamato una giornata di lutto per il 23 novembre.. Lo ha reso noto la portavoce del ministero russo degli Esteri, Maria Zakharova, che non ha precisato il numero di connazionali uccisi, mentre in precedenza fonti ospedaliere di Bamako parlavano alla tv di Mosca di due vittime russe. Sono invece tre le vittime cinesi.





Si tratta di dirigenti China Railway Construction Corp, come ha annunciato la stessa azienda e come ha confermato il ministero degli Esteri di Pechino, secondo il quale altri quattro connazionali si sono messi in salvo. Anche il ministero degli Esteri israeliano ha confermato l'uccisione di un connazionale, mentre un altro è stato messo in salvo dalle forze di sicurezza maliane.





In precedenza era stata confermata la morte di una cittadina americana, Anita Ashok Datar, 41enne di origine indiana che lavorava per Palladium Group, ong per la salute della donna. Morto infine un cittadino belga, Geoffrey Dieudonné, che lavorava per il Parlamento della Federazione Vallonia-Bruxelles.
Sabato 21 Novembre 2015, 15:58 - Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre, 17:54
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