Rebus governo in Svezia, estrema destra sotto le attese

di Erminia Voccia

L'onda populista e sovranista dei Democratici Svedesi si infrange sulla costa portando con sé solo il 17,6% di voti. Le elezioni generali che si sono tenute in Svezia domenica 9 settembre hanno visto il partito sovranista dell'ultra-destra di Akesson ottenere un risultato al sotto delle aspettative. Lontani da raggiungere la soglia del 28-30% come era stato pronosticato dai sondaggi più favorevoli, i Democratici Svedesi hanno incassato un bottino sicuramente superiore al 12% ottenuto nel 2014, ma la rivoluzione che si auguravano di portare nella politica svedese non c'è stata. Le elezioni parlamentari in Svezia erano attese in tutta Europa per fare il bilancio della crescita dei partiti della destra radicale dopo un'estate segnata divisioni e scontri sulle politiche verso i migranti. L'Europa regge l'urto mentre la Svezia si conferma un Paese a guida socialdemocratica dove cresce il Partito della Sinistra. I socialdemocratici di Lofven si fermano al 28% anche se hanno contribuito a portare la Svezia ai primi posti in Europa per crescita economica e a ridurre la disoccupazione ai minimi termini rispetto ai tassi post-crisi finanziaria. Akesson non ha abbastanza voti per formare un governo ma gli basta essersi posto come terza forza politica e aver impedito alla coalizione guidata da Lofven e a quella all'opposizione di centro destra dei partiti dell'Alleanza di ottenere la maggioranza in Parlamento.

Gli scenari possibili in Svezia dopo il voto di domenica vedono tra le alternative o un governo di minoranza di centro sinistra guidato da Lofven o uno guidato dal leader dei Moderati Ulf Kristersson, candidato primo ministro per l'Alleanza. I socialdemocratici hanno perso molti seggi, ma potrebbero anche tentare di costruire una più ampia coalizione avendo l'appoggio dei Liberali e del partito del Centro. L'opzione di un governo dell'Alleanza sembra abbastanza inverosimile perché i Moderati di Kristersson dovrebbero avere il voto dei nazionalisti, che non sembra affatto scontato. Un governo formato da Moderati sarebbe da scartare perché il partito del Centro e quello Liberale
hanno chiarito di non voler trovare un accordo con i Democratici Svedesi. Il blocco formato da Moderati, Democratici Cristiani e Democratici Svedesi aveva pensato a formare un governo, ma con il risultato ottenuto dal partito sovranista di estrema destra questo progetto è da accantonare.

Ciò che impedisce ai Democratici Svedesi di confluire nel blocco dei partiti conservatori è loro oscuro passato. Il partito di Akesson ha abbandonato i simboli neofascisti per dare al movimento una nuova identità. Non a caso il simbolo scelto è una prato di margherite azzurre su uno sfondo blu. Tuttavia, le origini neofasciste sono difficili da dimenticare e rendono i Democratici Svedesi un partito malvisto dal resto degli schieramenti tradizionali. Secondo uno studio, a determinare la crescita dei populisti anti-euro di Akesson sono stati gli strascichi della crisi economica e il peggioramento degli standard di vista registrato partire almeno dal 2006. La Svezia è la Nazione europea che ha accettato il maggior numero di migranti: 600 mila arrivi a fronte di una popolazione di 10 milioni di persone. Non tutti si sarebbero integrati, nonostante il Paese scandinavo sia considerato un paradiso per i migranti.



Il blocco dei partiti di centro sinistra, anche se di poco, sembra più forte di quello dell'Alleanza, dunque è quasi certo che i Socialdemocratici, al governo negli ultimi anni, resteranno al loro posto. Lofven potrebbe però dimettersi e a quel punto inizierebbero le trattative per la formazione del nuovo esecutivo. Gunnar Strommer, segretario dei Moderati ha detto a una tv svedese di aspettarsi le dimissioni di Lofven, visto l'esito delle urne che ha segnato il peggior risultato mai avuto dai Socialdemocratici. Se, invece, l'attuale primo ministro non darà le dimissioni, tra due settimane dovrà presentarsi in Parlamento per il voto di fiducia. In caso di mancata fiducia, verrà proposto un altro nome per la carica di primo ministro, che dovrebbe poi essere confermato dal Parlamento. Il sistema svedese prevede quattro tentativi di formare un governo, ma storicamente non si è mai andati oltre la prima. Con quadro così confuso resta in piedi l'ipotesi di una grande coalizione alla tedesca tra i socialdemocratica e partiti di opposizione, ipotesi che Lofven e Kristersson avevano abbandonato. La grande coalizione adesso torna come ultima carta da giocare nell'incertezza post-voto in Svezia.
Martedì 11 Settembre 2018, 11:44
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